I debiti schiacciano Sncm, compagnia verso il fallimento
Genova -Entro domani libri in tribunale. Il passivo supera il mezzo miliardo di euro. Le italiane Moby e Gnv potrebbero essere interessate all’acquisto.
Alberto Ghiara
Genova - Gravata da debiti che superano il mezzo miliardo di euro e in forte crisi di liquidità, la compagnia marittima francese Sncm ha deciso ieri di depositare i bilanci in tribunale. Dovrà farlo entro mercoledì prossimo. Si tratta di un passaggio decisivo in vista di una possibile vendita, a cui potrebbero essere interessate anche compagnie italiane: Moby e Gnv. L’attuale azionista di maggioranza Transdev (gruppo Veolia) ha comunicato la decisione ai sindacati nel pomeriggio di ieri, al termine di un consiglio d’amministrazione travagliato. Doveva cominciare nel primo mattino, ma è stato interrotto da un nutrito gruppo di lavoratori che è entrato nella sede della compagnia, a Marsiglia, chiedendo chiarimenti su quello che si andava a decidere al presidente di Sncm, Olivier Diehl. La riunione dell consiglio ha potuto riprendere soltanto nel primo pomeriggio, ma la conclusione è stata quella già preannunciata da Transdev alla fine della scorsa settimana. Il deposito dovrà avvenire entro mercoledì prossimo.
Transdev chiederà la restituzione di 103 milioni di prestiti che aveva accordato a Sncm e che questa non è in grado di restituire. «La direzione - ha detto Pierre Maupoint de Vandeul, rappresentante sindacale dei dirigenti della compagnia - riconosce che “il cammino è stretto” fra la ristrutturazione giudiziaria e la liquidazione». Si tratta di una soluzione che in realtà era già stata evocata quasi un anno fa, quando a opporsi all’azionista di maggioranza fu il precedente presidente del consiglio d’amministrazione, Marc Dufour. Nel frattempo, fra primavera e estate, Transdev ha provveduto a mettere i propri uomini di fiducia ai vertici della società, come lo stesso presidente Diehl, il direttore generale, Guillaume de Feydau, il direttore operativo, Gianfranco Tantardini, il responsabile risorse umane, Philippe Dabas, e il responsabile per la comunicazione, Gregoire Biasini, che però ieri non ha risposto alle richieste di informazioni.
Con questa nuova squadra, il percorso verso il deposito dei libri contabili ha proceduto più speditamente, nonostante un duro sciopero di 17 giorni lo scorso luglio. Sncm è infatti titolare, assieme alla compagnia La Meridionale, del servizio pubblico di continuità territoriale fra la Corsica e la Francia. Con il passaggio in tribunale, si aprono due prospettive per il futuro dei duemila lavoratori. La prima è la liquidazione mentre la seconda un piano di salvataggio che probabilmente passerà per il dimezzamento del personale e che potrebbe concludersi con la vendita della quota di Transdev a un altro operatore, francese o straniero. In corsa ci sarebbero anche realtà italiana. Questo piano ha una grossa incognita, ossia i 440 milioni di euro che la compagnia deve restituire allo Stato francese e alla Regione autonoma della Corsica, per aiuti pubblici che ha ricevuto negli anni passati, in contrasto con le norme europee sulla concorrenza. Tale debito ha finora scoraggiato l’acquisto di Sncm da parte di altri soggetti. Al di là della situazione finanziaria, secondo i sindacati, una grossa responsabilità del fallimento di Sncm è dello Stato francese: azionista di minoranza che avrebbe potuto far pesare il proprio ruolo. L’accusa è di aver voluto portare la compagnia alla liquidazione, favorendo così la concorrenza privata di società come Corsica Ferries, interessate a entrare in misura sempre maggiore sulle rotte fra Francia e Corsica.
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