«Continueremo a investire sulla Cina»

Savona - «La salvaguardia della salute viene prima di ogni altra cosa» dice Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere, mentre la “Smeralda”, nel porto di Savona, si riempie di passeggeri provenienti da mezza Europa. Sono in gran parte francesi e tedeschi, ma anche sloveni, austriaci, svizzeri, spagnoli.

di Francesco Ferrari, inviato

Savona - «La salvaguardia della salute viene prima di ogni altra cosa» dice Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere, mentre la “Smeralda”, nel porto di Savona, si riempie di passeggeri provenienti da mezza Europa. Sono in gran parte francesi e tedeschi, ma anche sloveni, austriaci, svizzeri, spagnoli.

Mancano all’appello tutti quelli che sono finiti nella black list delle compagnie: l’accesso è vietato a coloro che nelle ultime due settimane siano stati, o semplicemente transitati in Cina, Macao e Hong Kong. Nave off limits anche per chi ha sintomi influenzali (la temperatura viene rilevata elettronicamente a ogni accesso, lo stop scatta nel caso superi i 37,8 gradi) e, da ieri, a chi proviene da aree considerate a rischio sul territorio italiano. «Stiamo mettendo in atto uno sforzo straordinario, e lo facciamo solo per garantire ai passeggeri la totale sicurezza durante il loro soggiorno a bordo - dice Palomba -. Considerate le ultime notizie, abbiamo scelto di introdurre un ulteriore elemento di safety. Da quando è scattato l’allarme coronavirus, le misure sono diventate minuziose, a partire dalla qualità e dalla frequenza delle disinfettazioni. Abbiamo alzato al massimo il livello di attenzione, anche a costo di perdere clienti. Ma adesso ci aspettiamo che lo facciano anche tutti gli altri soggetti coinvolti». Sulla “Smeralda”, la prima nave a finire al centro dell’attenzione internazionale dopo che due passeggeri cinesi erano stati ricoverati a Roma con preoccupanti (ma innocui) sintomi influenzali, il clima è disteso. Una famiglia romana, salita a Civitavecchia, è a caccia di un selfie con la madrina della nave, Penelope Cruz. «Preoccupati? E perché? Se deve succedere, succede e basta - ride il papà, tenendo per mano la figlia più piccola -. Che dobbiamo fare? Chi chiudiamo in casa e non usciamo finché qualcuno non trova il vaccino? Non scherziamo...”. Marielle, che accompagna la mamma quasi ottantenne alla sua prima crociera, non sa ancora dei contagi in Italia: «Davvero ci sono stati dei morti? Qui a bordo credo che siamo tutti al sicuro, ci sono controlli ovunque e ogni dieci metri ci sono gel disinfettanti per le mani. Non penso che sia il caso di creare il panico, vedremo nelle prossime settimane se il virus si diffonderà in Europa». A essere preoccupati, al momento, sono soprattutto gli armatori. Tutte le compagnie hanno sospeso le crociere in Cina e modificato gli itinerari dei tour “giramondo”, ma la cosa più allarmante è che nessuno è in grado di capire quando e se riprendere l’attività in Asia.

E se al momento in Occidente le prenotazioni hanno risentito pochissimo dell’emergenza sanitaria, il timore è che la psicosi possa diffondersi anche lontano dalla Cina. Costa Crociere ha fermato quattro navi in Asia «almeno fino a fine marzo», conferma Palomba. E ne ha una in costruzione negli stabilimenti Fincantieri, la “Costa Firenze”, concepita proprio per il mercato cinese. Sarà consegnata a settembre e Arnold Donald, amministratore delegato della casa madre Carnival, ostenta ottimismo: «Una nave è un asset che dura 30 anni, nel corso della sua vita possono cambiare molte cose - dice al Secolo XIX -. Al momento non abbiamo motivo di cambiare la destinazione della “Firenze”».

Carnival ha investito molto sul mercato asiatico, anche sul fronte della cantieristica, tanto da aver firmato un accordo con Fincantieri e il colosso cinese Cssc per la costruzione di navi proprio in Cina. «No, il coronavirus non metterà a rischio quell’accordo. In Cina - spiega Donald - abbiamo un progetto a lungo termine che non può essere intaccato da un’emergenza come questa. La prima nave sarà finita nel 2023: direi che possiamo aspettare...». Anche Michael Thamm, numero uno di Costa e di Carnival Asia, si dice sereno: «Cosa ci aspettiamo? Forse un piccolo calo delle prenotazioni, ma sono sicuro che questa emergenza finirà. Le crociere restano una destinazione sicura e molto apprezzata dai turisti. Questa nave ne è un esempio». «L’Italia è più forte dell’allarme - dice Donald -. Milioni di persone da tutto il mondo non vedono l’ora di venire qui, ad assaporare il vostro stile di vita. Noi vendiamo questo sogno al miglior prezzo e ai più alti standard di sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: