Costa, «Terminal a Genova nel 2025»

Savona - I toni sono garbati, di quelli che si addicono alle giornate di festa. Ma la sostanza non lascia spazio a mediazioni: Costa Crociere non rinuncia al progetto di un terminal a Genova

di Francesco Ferrari, inviato

Savona - I toni sono garbati, di quelli che si addicono alle giornate di festa. Ma la sostanza non lascia spazio a mediazioni: Costa Crociere non rinuncia al progetto di un terminal a Genova. «Oggi abbiamo una sola nave, la “Pacifica”, per un solo giorno a settimana: il venerdì. È evidente che questa situazione l’abbiamo accettata come ripiego, non certo come soluzione alle nostre esigenze» dice il direttore generale Neil Palomba qualche ora prima del battesimo della “Smeralda”, prima nave alimentata a gas della flotta Costa. Le esigenze di Costa sono cosa nota: il terminal di Savona, «struttura fantastica, che ci ha consentito di radicarci sul territorio e di farci apprezzare da milioni di clienti», non basta più.

E guardare al capoluogo, per la storica compagnia genovese appartenente oggi al gruppo americano Carnival, è diventato inevitabile. Il progetto, che il ceo Michael Thamm aveva anticipato lo scorso anno al Secolo XIX-the MediTelegraph, è ambizioso e di importante impatto urbanistico: realizzare un terminal sull’area di Calata Gadda, a due passi dal Porto Antico e dal centro storico più grande d’Europa.

LA SFIDA CON MSC

«Il progetto di Costa? Se è legale lo facciano pure», ha detto il numero uno di Msc Gianluigi Aponte giovedì, uscendo dal vertice con il sindaco Marco Bucci e i presidenti di Regione e Autorità portuale, Giovanni Toti e Paolo Signorini. Riferimento esplicito al fatto che oggi Costa ha già un terminal all’interno del porto unico di Genova e Savona. «Capisco il signor Aponte - risponde da Savona Palomba, sollecitato dalle domande dei giornalisti -: chi ha già un terminal a Genova non può che essere preoccupato da un piano come il nostro. Ma noi andiamo avanti, e lo facciamo col sostegno di Comune, Regione e Autorità di sistema portuale. Ci siamo dati il limite del 2025: in cinque anni siamo sicuri di farcela. Anche perché, come ripeto, una sola nave in città non ci basta». Di necessità di riportare Costa sul mare di Genova ne parla anche Thamm dal palco, dedicando buona parte del suo intervento all’«italianità di questa nave. Voi italiani siete un popolo meraviglioso, con una passione e una cultura che tutto il mondo vi invidia. Questa nave, ispirata all’Italia, è un tributo al Paese e ai suoi cittadini. Ed è con orgoglio che abbiamo allestito a bordo di “Smeralda” il primo museo del design mai realizzato su una nave: il CoDe, curato da Matteo Vercelloni, che ospita una collezione di 470 pezzi che hanno fatto la storia dell’Italia e del gusto italiano».

IL BATTESIMO
Irrituale nell’orario (pieno pomeriggio, per consentire alla nave di partire verso Marsiglia), il battesimo della “Smeralda” e lo spettacolo pirotecnico andato in scena di sera hanno richiamato migliaia di persone, non solo a bordo ma anche a terra. Madrina dell’evento Penelope Cruz, già testimonial delle navi Costa. Italianissimo il coktail di gala, curato dallo chef pluristellato Bruno Barbieri. “Smeralda” è la nave più verde della flotta italiana: è la prima alimentata a gas naturale liquefatto (un “pieno” garantisce autonomia per due settimane) ed è in grado di eliminare quasi totalmente le emissioni di particolato e di ossidi di zolfo, sia in mare che in porto. «Costa Crociere vuole partecipare attivamente al Green Deal voluto dall’Unione europea - dice Thamm -. Una nave come questa è allo stesso tempo un investimento (un miliardo il valore, ndr) e un segnale».

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