Trump ferma le crociere in Usa / ANALISI

Monfalcone - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato via social il fermo temporaneo dell’intero settore crocieristico negli States per 30 giorni a partire dalla mezzanotte del 13 marzo 2020. Una drastica decisione che tutti gli armatori temevano e che nessuno si aspettava potesse accadere solo poche settimane fa

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato via social il fermo temporaneo dell’intero settore crocieristico negli States per 30 giorni a partire dalla mezzanotte del 13 marzo 2020.

Una decisione drastica, che tutti gli armatori temevano e che nessuno si aspettava potesse accadere solo poche settimane fa: lo stop del principale mercato crocieristico mondiale. «Su mia richiesta, a partire da mezzanotte, Carnival, Royal Caribbean, Norwegian e Msc hanno acconsentito alla sospensione delle crociere in partenza dall’America per trenta giorni. È un settore grande e importante e rimarrà tale» recita il tweet del capo della Casa Bianca.

La notizia è arrivata al termine di un paio di giornate davvero difficili per il mondo delle crociere che aveva visto via via le varie compagnie annunciare il fermo delle operazioni a causa del diffondersi del coronavirus.

Avevano incominciato Viking e soprattutto Princess Cruises, il primo grande marchio del settore ad annunciare il blocco della sua intera flotta di ben 18 navi.

Nei giorni scorsi il vicepresidente Mike Pence aveva già incontrato i rappresentanti dei quattro grandi delle crociere mondiali per discutere le contromisure derivate dalla diffusione del covid-19. Si era decisa un’ulteriore stretta per la profilassi dei passeggeri e dell’equipaggio, ma questo non è risultato sufficiente.

Il settore era stato coinvolto direttamente con lo scoppio dell’epidemia del virus a bordo della "Diamond Princess" a Yohokama con un totale di 705 contagiati a bordo, ma sicuramente ha influito molto sulle decisioni di Trump il replicarsi del caso con 21 contagi a bordo della Grand Princess in California. Dopo questo fatto il Consiglio di Stato aveva ufficialmente sconsigliato i viaggi in crociera agli anziani, soprattutto quelli con patologie pregresse. Ora per le compagnie ci sarà una difficoltosa ricerca di una banchina per il disarmo temporaneo delle loro navi.

A bordo, dovrebbe restare a bordo solo il personale necessario al mantenimento dell’unità (50-100 persone), mentre gli altri dovrebbero essere mandati a casa con tutte le difficolta del trasferimento di migliaia di persone con i trasporti aerei verso il collasso. Nei prossimi giorni si vedrà come si muoveranno tutte le compagnie in una situazione critica mai verificatasi in precedenza.

Intanto in aiuto ai players del settore è venuta la contea di Miami-Dade: in base alla disponibilità, PortMiami rinuncerà a tutte le tasse di ormeggio per navi che chiederanno di attraccare per i prossimi giorni alle banchine della capitale mondiale delle crociere.

Il gruppo Costa ha già annunciato la sospensione delle proprie attività fino al 3 aprile, le navi di Costa Asia erano già ferme dal 25 gennaio mentre ieri si sono aggiunte anche quelle della consociale Aida. Msc Crociere invece ha annunciato il fermo per tutte le sue crociere negli Stati Uniti per 45 giorni fino al 30 aprile.

La compagnia ha inoltre già fermato i viaggi in tutte le aree considerate ad alto rischio a causa della diffusione del virus: nel Mediterraneo, nel Golfo e in Asia. Le navi che oggi si trovano in Sud America e in Sud Africa si fermeranno anch’esse, al termine degli itinerari in corso.

Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo di Msc Crociere, ha dichiarato: «Non è una decisione che abbiamo preso alla leggera, ma nelle circostanze attuali la salute e la sicurezza dei nostri ospiti, dell'equipaggio e delle comunità a terra - compresi i nostri dipendenti e le loro famiglie - deve venire prima di tutto».

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