Crisi Covid-19, Msc Crociere attiva la cassa integrazione

La decisione di Msc Crociere di chiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti potrebbe essere, con molta probabilità, solo la prima di una lunga serie di procedure visto che il comparto delle crociere, così come quello dei traghetti, è stato completamente paralizzato dall’emergenza coronavirus

La Msc Seaview a Genova

di MATTEO DELL'ANTICO

Genova - La crisi finanziaria legata all’emergenza coronavirus si abbatte anche sul mondo delle crociere: Msc è la prima compagnia del settore a chiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti in Italia. L’accordo, siglato nella tarda serata di ieri tra la società con sede a Ginevra e i sindacati, prevede ammortizzatori sociali per circa 600 dipendenti di Msc Crociere che operano in diversi uffici sul territorio nazionale tra cui Napoli, Genova e Venezia. La decisione è stata presa dai vertici della società dopo che la compagnia, nei giorni scorsi, ha comunicato come altre aziende del settore «di aver bloccato tutti gli imbarchi per le crociere dell'intera flotta fino al 30 aprile, a seguito delle circostanze relative al virus Covid-19».

Al momento la ripresa delle attività prevede che i nuovi imbarchi di Msc ricomincino il prossimo 30 aprile anche se non è escluso che il periodo di fermo nei prossimi giorni possa essere ulteriormente allungato. La decisione di Msc Crociere di chiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti potrebbe essere, con molta probabilità, solo la prima di una lunga serie di procedure che nei prossimi giorni potrebbero arrivare ai sindacati visto che il comparto delle crociere, così come quello dei traghetti, è stato completamente paralizzato dall’emergenza coronavirus: le navi sono ferme nei porti di tutto il mondo e non si contano i viaggi già programmati e annullati. La compagnia Grandi Navi Veloci (Gnv, gruppo Msc), nei giorni scorsi, ha chiesto l’attivazione del fondo Solimare, il fondo di solidarietà riservato ai lavoratori marittimi, per 406 dipendenti su circa mille totali. La misura è stata chiesta dalla compagnia di traghetti sino al 17 giugno di quest’anno, quindi per 13 settimane continuative, salvo future proroghe. Tra i lavoratori di Gnv coinvolti ci sono personale di coperta, di macchina e di camera.

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