Pullmantur, le tre navi della flotta finiscono in disarmo freddo

Questo scenario permette agli armatori di ridurre i costi di manutenzione e di gestione delle navi che resteranno inattive per un lungo periodo. Però il tempo necessario per preparare una nave in questo stato a rientrare in servizio potrebbe essere di diverse settimane

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Pullmantur Cruceros ha annunciato l’ulteriore sospensione dell’attività delle tre navi della sua flotta fino al 15 novembre. Ricordiamo che questo brand low-cost dedicato al mercato di lingua spagnola è gestito dalla joint venture composta da Springwater Capital (51%) e da Royal Caribbean Cruises Ltd. (49%). Quest’ultima però detiene la proprietà delle navi e quindi la loro gestione tecnica. Il gruppo americano ha deciso, visto il perdurare dell’impossibilità di effettuare l’attività crocieristica un po’ in tutti i mari del mondo, di spostare le navi della sua controllata in posizione di “disarmo freddo”. Questo scenario permette agli armatori di ridurre i costi di manutenzione e di gestione delle navi che resteranno inattive per un lungo periodo. Però il tempo necessario per preparare una nave in questo stato a rientrare in servizio potrebbe essere di diverse settimane. Uno scenario standard di disarmo freddo vede l'equipaggio della nave ridotto al minimo indispensabile (100-150 persone per le navi più grandi) per il monitoraggio di incendi, allagamenti e per la gestione tecnica e di sicurezza minima. La migliore opzione per fermare una nave in questo stato sarebbe l’ormeggio in un porto con basse tasse di stazionamento e che si trovi preferibilmente in acque più fredde per limitare la crescita di micro-organismi sullo scafo.

Per riprendere il servizio poi la nave potrebbe necessitare anche di un'ispezione della carena in bacino. Inoltre, secondo quanto riferisce Cruise Industry News, i contratti degli equipaggi di Pullmatur sono stati spostati la scorsa settimana sotto l’inquadramento contrattuale di Celebrity Cruises, altro brand della galassia Royal Caribbean. Quest’anno la flotta spagnola avrebbe dovuto navigare con tre navi, tutte provenienti dal mercato dell’usato: Horizon (47.427 tonnellate di stazza lorda), Monarch (73.937 t.s.l.) e Sovereign (73.192 t.s.l.). Infatti all’inizio di quest’anno la Zenith (47.413 t.s.l.) aveva lasciato la flotta dopo la cessione alla giapponese Peaceboat (che gestisce navi a scopi umanitari). Inoltre era previsto che si unisse a Pullmantur all’inizio del 2021 la Grandeur of the Seas (73.817 t.s.l.) proveniente da Royal Caribbean International. Quest’ultima dovrebbe debuttare sul mercato del Nord Europa visto che, essendo dotata di un sistema di depurazione dei gas di scarico (scrubbers), sarà in linea con le più severe normative ambientali dei fiordi norvegesi e del Baltico (area ECA). Quest’anno invece il Nord Europa sarebbe toccato al Monarch che avrebbe preso il posto dello Zenith che vi aveva navigato lo scorso anno. Questo ha significato la decisione di abbandonare Malmö (Svezia) come porto d’imbarco perché la sua logistica mal si adattava a navi di dimensione maggiore, soprattutto perché non dispone di un aeroporto di grandi dimensioni. Al suo posto sono stati scelti come home ports Trondheim (Norvegia) e Warnemünde (Germania).

Tornando al 2021, il Monarch dovrebbe navigare ai Caraibi, mentre l’Horizon è programmata sull’home port del Pireo (Atene). Da li offrirà crociere verso Mykonos e Santorini (Grecia), Smirne ed Istanbul (Turchia). La Sovereign invece sarà confermata sull’home port di Barcellona, con molteplici scali durante l’estate nei porti italiani. Ora non resta che vedere se la casa madre Royal Caribbean deciderà di modificare questi programmi a seguito dell’evoluzione mondiale della pandemia di Covid-19. Ovviamente anche le navi di Pullmantur Cruceros si dovranno adeguare a nuovi protocolli sanitari. Sicuramente l’atmosfera festosa che si respirava a bordo (tipica delle navi frequentate da persone di lingua spagnola) dovrà giocoforza essere rivista. Infatti gli assembramenti tanto amati, soprattutto dai sudamericani, dovranno essere messi nel cassetto per un po’ di tempo, almeno fino alla scoperta del vaccino per il coronavirus.

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