Crociere, le compagnie scaldano in motori e aspettano il governo

Genova - Manca ancora un pezzo e deve arrivare da Roma, prima che i motori delle navi da crociera possano rimettersi in moto. L’Europa ha infatti già diramato le linee guida per risalire a bordo dei colossi delle vacanze sul mare e le compagnie hanno cominciato a scrivere quelli interni con l’aiuto di team composti da super esperti del coronavirus

di Simone Gallotti

Genova - Manca ancora un pezzo e deve arrivare da Roma, prima che i motori delle navi da crociera possano rimettersi in moto. L’Europa ha infatti già diramato le linee guida per risalire a bordo dei colossi delle vacanze sul mare e le compagnie hanno cominciato a scrivere quelli interni con l’aiuto di team composti da super esperti del coronavirus. Senza però l’ok dal ministero le navi non potranno lasciare ancora la banchina e così a Msc e Costa, i due campioni che si contendono il mercato italiano, non resta che posticipare ulteriormente la ripartenza.

COSTA CALA IL TRIS
La compagnia con base a Genova ha già spostato al 15 agosto la data prevista per mollare gli ormeggi. Inevitabile, visti i tempi per la stesura del protocollo e per risolvere quello scoglio legato alla bandiera italiana che rischia di legare alle bitte le navi della brand di Carnival ancora per qualche tempo.

Però il piano è già pronto e l’aveva annunciato il numero uno della compagnia, Neil Palomba: le navi scelte per ripartire sono “Deliziosa”, “Smeralda” e “Diadema” come confermato ieri da un’analisi dell’Autorità di sistema di Genova e Savona. I porti previsti sono quelli del Mediterraneo e gli scali liguri dovrebbero essere al centro di questa strategia, con “Smeralda” che dovrebbe toccare Savona in agosto.

MSC, MARITTIMI A BORDO
La compagnia guidata da Gianluigi Aponte ha cominciato a richiamare gli equipaggi: è un segnale forte che lascia intendere come Msc sia ormai pronta. Da Ginevra ancora non hanno comunicato ritardi, ma è possibile che anche i piani della compagnia slittino di qualche giorno per allinearsi a quelli di Costa.

Per Msc i problemi per ripartire sono legati esclusivamente al via libera da Roma: il colosso ha infatti già chiamato a raccolta un gruppo di super esperti (il “Blue Ribbon”) che aiuteranno a preparare protocolli sanitari blindati: «Il team contribuirà a garantire che le azioni intraprese siano appropriate, efficaci e in linea con le migliori pratiche scientifiche e sanitarie disponibili» spiega Pier Francesco Vago, executive chairman della compagni. Anche Royal Caribbean e Norwegian hanno adottato una politica simile.

Msc punta comunque a sfruttare il Mediterraneo, sempre con itinerari brevi che valorizzino in particolare l’Italia. Intanto la compagnia di Aponte ha scelto il Polo Uffici del Lingotto a Torino come sede principale di Msc Technology, nuova divisione tecnologica del gruppo che debutterà ad ottobre 2020 e che si occuperà di sicurezza delle reti informatiche, mentre un secondo team svilupperà applicazioni di supporto al business della compagnia. Msc occuperà 1.300 metri quadrati di uffici di proprietà del gruppo Ipi. Entro la fine dell’anno saranno assunte almeno 30 persone che diventeranno 80 nei mesi successivi. L’obiettivo è inaugurare gli uffici entro la metà di ottobre.

LA GUERRA DEI PREZZI
C’è un fattore che adesso gli analisti delle crociere temono: la corsa al ribasso dei prezzi dei biglietti. Ha iniziato Virgin con la nuova nave, la “Scarlet Lady”. Sconti e promozioni che hanno portato a risparmi anche del 30% per i crocieristi. E per le agenzie di viaggio che vendono le crociere di Sir Richard Branson, è prevista una commissione più alta (il 16%), in aggiunta ad altre percentuali favorevoli per invogliare a proporre i viaggi sulla nuova nave del magnate inglese. Mister Virgin ha una politica commerciale molto aggressiva, anche se le altre compagnie partono in vantaggio: quando e se si ripartirà in agosto, le navi dei colossi non saranno vuote, assicurano gli uffici commerciali.

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