Silversea diventa al 100% Royal Caribbean

Monfalcone - Royal Caribbean ha portato a termine l’acquisizione di Silversea Cruises comprando il rimanente 33,3% della compagnia monegasca. Così il gruppo statunitense, che nel frattempo ha mutato il suo nome da Royal Caribbean Cruises Ltd. a Royal Caribbean Group

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Royal Caribbean ha portato a termine l’acquisizione di Silversea Cruises comprando il rimanente 33,3% della compagnia monegasca. Così il gruppo statunitense, che nel frattempo ha mutato il suo nome da Royal Caribbean Cruises Ltd. a Royal Caribbean Group, consolida la sua presenza nel mercato delle crociere di lusso, forte anche del passaggio di Hapag-Lloyd Kreuzfahrten alla sua controllata Tui Cruises (joint venture paritaria con il gruppo Tui).

Si tratta di una piccola rivoluzione copernicana per il colosso delle crociere americane, numero due al mondo dopo Carnival: finora la compagnia guidata da Richard Fain aveva abbastanza snobbato il mercato delle crociere di lusso concentrandosi soprattutto sulle navi di grandi dimensioni.

Infatti, fino all’acquisizione dei due terzi di Silversea del 2018, il gruppo controllava solo il marchio upper-premium Azamara che dispone di tre piccole navi da 30 mila tonnellate di stazza lorda, acquistate di seconda mano anche se ben rinnovate.

Quindi finora Royal non ha mai investito in nuove costruzioni dedicate a questo segmento di viaggi da sogno con tutti i comfort. L’acquisizione di Silversea ha cambiato radicalmente questo scenario.

La compagnia monegasca dispone attualmente di una flotta di otto navi di piccole dimensioni dedicate al segmento luxury ed expeditions: la più grande è la "Silver Muse" (40 mila tonnellate di stazza lorda) consegnata nel 2017 dallo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, la più recente invece è la piccola "Silver Origin" (6.300 tsl) appena consegnata e dedicata alle crociere di spedizione nelle Galapagos.

La parte rimanente del capitale societario di Silversea era detenuta dalla Heritage Cruise Holding (Hch) di Manfredi Lefebvre d'Ovidio. La cessione a Royal Caribbean è stata pagata sotto forma di 5,2 milioni di azioni ordinarie del gruppo americano: quindi parliamo di una cifra totale che si aggira sui 245 milioni di dollari: «Sin dal primo giorno Silversea si è adattata perfettamente alla nostra azienda - ricorda Fain, presidente e amministratore delegato di Royal Caribbean Group -. Le culture delle due organizzazioni si sono dimostrate armoniose e gli ospiti hanno risposto in modo molto favorevole alla nuova combinazione».

Operativamente parlando, al vertice di Siversea nel ruolo di presidente esecutivo rimarrà Manfredi Lefebvre d’Ovidio, mentre Roberto Martinoli continuerà a ricoprire il ruolo di presidente e Ceo: «Manfredi e Roberto hanno apportato un nuovo punto di vista alla nostra azienda, inoltre posseggono una profonda conoscenza dei gusti dei propri ospiti», ha continuato Fain: «Grazie alle loro abilità e allo stile inimitabile di Manfredi continueranno a svolgere un ruolo importante nella crescita di Silversea».

Il passaggio a Royal è stato un grande vantaggio per Silversea cha ha ottenuto maggiori possibilità di crescere ed investire avendo alle spalle il colosso americano. Infatti la compagnia monegasca riceverà da Fincantieri altre due navi di classe “Muse” (una prossima alla consegna e l’altra in costruzione) dal costo unitario di circa 320 milioni di euro ciascuna.

Poi sono in programma altre due navi con Meyer Werft di cui si sa ben poco. L’accordo è stato un ottimo affare per entrambi i contraenti in un momento in cui il mercato delle crociere di nicchia upper-premium, luxury ed expedition stava vivendo una crescita esponenziale.

Dopo la pandemia nessuno sa ancora come andranno le cose, ma le navi piccole saranno più facili da gestire visto che portano molti passeggeri in meno dei colossi usciti dai cantieri negli ultimi anni. Nel frattempo la gestione tecnica unica della flotta sta portando in dote molte sinergie con grossi risparmi di costi.

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