Cruise & Maritime Voyages a un passo dal baratro / IL CASO

Diverse fonti riportano che Novalpina Capital, una società di private equity, aveva cercato di strutturare un accordo per diverse settimane con i creditori esistenti di CMV

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Cruise & Maritime Voyages potrebbe essere la prossima compagnia crocieristica a dover staccare la spina. Dopo Pullmantur Cruceros, che ha ufficialmente chiuso la propria attività dichiarando di aver avviato la procedura concorsuale ai sensi delle leggi spagnole sull’insolvenza, potrebbe essere il brand low cost britannico a dover chiudere i battenti a causa della pandemia di Coronavirus. Secondo Sky News CMV, che impiega circa 4.000 persone, è in trattative con VGO Capital Management per un possibile accordo per il salvataggio del marchio. Le fonti hanno affermato che una denuncia di insolvenza sarebbe già possibile nei prossimi giorni se questi colloqui non avessero un esito positivo. La compagnia che ha sede nell’Essex è da diverse settimane alla ricerca disperata di finanziamenti per restare a galla in questo periodo difficile. Come per tutti i gruppi crocieristi, il fermo delle flotte sta avendo conseguenze disastrose per le società: ma se i players più grandi hanno le spalle un po’ più coperte, gli armatori più piccoli come CMV sono in sofferenza ancora maggiore. Ricordiamo che a causa della carenza di liquidità che sta vivendo la compagnia, 5 delle 6 navi della flotta sono state bloccate dalla Maritime and Coastguard Agency (MCA) britannica il mese scorso a seguito di denunce per ritardi nel pagamento degli stipendi e contratti scaduti dei propri marittimi. Alcuni membri dell'equipaggio provenienti dall'India e da altri paesi asiatici erano stati a bordo oltre il limite legale di 11 mesi, ma non erano in grado di tornare a casa a causa delle restrizioni di viaggio internazionali derivanti dalla crisi per il Covid-19.
Nel dettaglio l’MCA aveva dichiarato che «gli ispettori hanno trovato una serie di contratti di lavoro di marittimi scaduti e non validi, il pagamento tardivo dei salari dei membri dell’equipaggio che erano stati a bordo per oltre 12 mesi. Tutto questo in violazione della Convenzione sul lavoro marittimo e per questo motivo le navi sono state arrestate».

La replica ufficiale di CMV era stata che questa situazione era causa di una «questione umanitaria senza precedenti». Purtroppo le prospettive per una ripresa dei viaggi per CMV non sono delle più rosee, infatti pochi giorni fa il Regno Unito ha suggerito ai propri cittadini di evitare vacanze a bordo di navi da crociera. Il Foreign and Commonwealth Office (FCO) ha rilasciato una nota in cui consiglia ai cittadini britannici di «non imbarcarsi a causa dei rischi legati alla pandemia di Coronavirus». Ricordiamo che diverse fonti riportano che Novalpina Capital, una società di private equity, aveva cercato di strutturare un accordo per diverse settimane con i creditori esistenti di CMV. Si dice che i colloqui siano stati abbandonati quando la Barclays Bank ha deciso di non supportare un prestito garantito dallo stato da 25 milioni di sterline nel quadro del programma di aiuti alle grandi imprese la cui attività è stata fermata dal Coronavirus. In febbraio invece CMV aveva ricevuto un prestito da circa 60 milioni di Euro da parte della banca australiana Macquarie. Bisogna sottolineare che la flotta di CMV è molto datata ed è composta da unità prese di terza/quarta mano: ricordiamo che ha ancora in linea la vecchissima Astoria (classe 1948) che non è altro che la ex Stockholm rimodernata che aveva mandato a fondo la nostra Andrea Doria nel 1956.

Nel recente passato ha acquistato da Carnival Corporation & Plc. tre navi che navigano oggi come Columbus (classe 1989), Vasco de Gama (classe 1992) e Magellan (classe 1985). Sarà da vedere nelle prossime settimane se anche la cessione, annunciata prima di questa crisi epocale, di Pacif Dawn (classe 1991) e Pacific Aria (classe 1994) di P&O Cruises Australia (sempre gruppo Carnival) sarà confermata. Infatti le due navi dovevano passare alla flotta britannica nel 2021 con i nomi di Amy Johnson e Ida Pfeiffer.

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