Via libera alle crociere, ma per ripartire serve ancora tempo

Genova - Alla fine il blocco è stato rimosso. Il governo evita così la proroga dello stop alle crociere, come era invece avvenuto con l’ultimo decreto emergenza. E’ un ostacolo in meno sulla strada della ripartenza, ma non è l’unico: manca ancora la data per liberare le navi e farle finalmente partire e serve anche l’approvazione del protocollo sanitario

di Simone Gallotti

Genova - Alla fine il blocco è stato rimosso. Il governo evita così la proroga dello stop alle crociere, come era invece avvenuto con l’ultimo decreto emergenza. E’ un ostacolo in meno sulla strada della ripartenza, ma non è l’unico: manca ancora la data per liberare le navi e farle finalmente partire e serve anche l’approvazione del protocollo sanitario che spiegherà come i passeggeri potranno salire a bordo. Le compagnie aspettano ad esultare perché ieri nella fitta girandola di telefonate con i governatori - soprattutto con Giovanni Toti che in Liguria ospita migliaia di posti di lavoro del settore e il quartier generale di Msc e Costa - venivano prospettati tempi più lunghi ed è così probabile si debba aspettare ancora una settimana per avere la certezza della ripartenza.

Le Regioni non dovrebbero mettersi di traverso quando il governo cercherà l’intesa con i territori. Il problema però rimane lo stesso da settimane: manca la data. Il pallino è in mano al ministro della Salute Roberto Speranza. A quanto risulta al Secolo XIX/TheMediTelegraph serve un nuovo provvedimento che contenga le linee guida per ripartire in sicurezza e la data per mollare gli ormeggi. La settimana prossima potrebbe essere quella decisiva: il comitato tecnico scientifico che il governo ha messo in piedi per scrivere le regole per l’imbarco, si riunirà il 6 agosto ed è da quell’incontro che potrebbero uscire le linee guida per la ripartenza che sono già pronte, ma che non sono ancora state bollinate.

L’ipotesi di un’accelerazione rimane sul tavolo, ma è probabile si attenda l’ok degli esperti. Poi sarà possibile decidere quando salpare: il governo preferirebbe il primo settembre e ieri la data è circolata a lungo nei colloqui riservati. Ma è troppo tardi per le compagnie: «Rischiamo di perdere un pezzo fondamentale della stagione, sarebbe un disastro» spiegano due fonti di settore e così Msc e Costa premono per ottenere una partenza entro il mese di agosto.

Andrebbe bene anche qualche giorno dopo Ferragosto, giusto in tempo per sfruttare gli ultimi scampoli d’estate. Anche perché i numeri ora fanno impressione: con le ultime cancellazioni annunciate dalla compagnia Norwegian Cruise Line, l’Italia conta 3.693 scali persi, più di nove milioni di passeggeri volatilizzati come spiega Sergio Senesi, numero uno dell’agenzia genovese Cemar. Il fattore tempo è decisivo: bisogna richiamare gli equipaggi, organizzare i sistemi di sicurezza e gestire i passeggeri. I terminal crociere si stanno comunque preparando, soprattutto dopo che il governo rimuoverà il blocco dal decreto.

E lo stesso stanno facendo le compagnie: i protocolli sono noti, persino l’Europa ha stilato i propri. Le compagnie vanno oltre: Msc sta predisponendo uno screening severo, per evitare che a bordo salgano infetti e che la nave si trasformi in focolaio rapidamente. C’è qualche timore ancora sulle escursioni, ma si sta lavorando anche su quel fronte. Le navi, che saranno riempite al 70%, comunque sono ai blocchi di partenza: la “Grandiosa”, ammiraglia di Msc, salperà da Genova dove è arrivata da qualche ora, mentre un’altra unità della compagnia dovrebbe toccare prima Bari e poi Trieste per sfruttare le rotte dell’Adriatico. Costa invece dovrebbe scegliere Savona e Venezia.

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