Genting verso una perdita di 600 milioni

Monfalcone - Genting Hong Kong, colosso cinese nel campo alberghiero e crocieristico (detentrice dei marchi Star Cruises, Crystal Cruises e Dream Cruises), ha preannunciato una perdita netta di almeno 600 milioni di dollari

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Genting Hong Kong, colosso cinese nel campo alberghiero e crocieristico (detentrice dei marchi Star Cruises, Crystal Cruises e Dream Cruises), ha preannunciato una perdita operativa prevista di almeno 300 milioni di dollari e una perdita netta di almeno 600 milioni di dollari per i soli primi sei messi dell’anno in corso. In attesa dei risultati ufficiali del primo semestre, la cui presentazione è prevista entro la fine di agosto, la società specifica che le perdite anticipate sono principalmente da riferire allo stop dei suoi brand Dream Cruises, Crystal Cruises e Star Cruises durante la pandemia di coronavirus, alla sospensione delle attività di costruzione navale dei cantieri di proprietà Mv Werften e alla generazione di entrate fortemente limitate da altre attività di intrattenimento e svago di alcune strutture alberghiere a Manila e Singapore.

Il gruppo asiatico, a differenza degli altri operatori del settore crocieristico, pagava un risultato finanziario negativo già alla fine dello scorso anno. Infatti al 31 dicembre 2019 aveva dichiarato una perdita netta di 158,6 milioni di dollari (1,7 dollari per azione) su ricavi complessivi di 1,5 miliardi di dollari. Sempre meglio rispetto al 2018 chiuso con una perdita netta di 213,3 milioni dollari (2,49 per azione) su ricavi di 1,6 miliardi di dollari. La crisi del coronavirus perciò non ha fatto altro che andare a peggiorare una situazione già delle non più rosee. Infatti già prima era necessaria una ristrutturazione finanziaria ed operativa dei propri business per correggere un andamento che non poteva dirsi soddisfacente.

Sono state così messe in atto azioni per ridurre i costi che includono la sospensione di tutte le spese in conto capitale, ad eccezione di quelle necessarie per garantire la manutenzione e la sicurezza delle navi, il taglio degli altri costi operativi, così come la riduzione del numero di dipendenti, degli stipendi ed ancora la sospensione delle ferie retribuite. La società si è inoltre assicurata un differimento di 12 mesi del rimborso di un debito complessivo di circa 220 milioni di dollari, ha ottenuto un finanziamento dal fondo di stabilizzazione economica tedesco che consentirà di riprendere i lavori presso il cantiere navale di proprietà (Mw Werften), e ancora sta cercando ulteriori fondi di finanziamento per mantenere le sue navi fino alla ripresa del servizio.

Proprio la situazione dei tre cantieri tedeschi genera molta preoccupazione, visto che attualmente le lavorazioni sono state fermate in attesa di aiuti da parte delle istituzioni tedesche. Per questo motivo slittano di circa un anno le consegne delle nuove navi "Crystal Endeavour" e "Global Dream": una data precisa per il loro ingresso nelle flotte non è stata però specificata. La prima, unità di spedizione da 19.800 tonnellate di stazza lorda per 200 passeggeri, doveva debuttare quest’anno; la seconda, un gigante da 208 mila tonnellate di stazza lorda e 9.500 passeggeri, avrebbe dovuto iniziare la propria attività nel 2021. L’unica notizia positiva che riguarda il gruppo Ghk è la ripresa delle crociere di "Explorer Dream" che ha ripreso il servizio passeggeri da Taiwan (per viaggi protetti all’interno delle isole del piccolo stato) lo scorso 26 luglio. Invece il resto delle navi del gruppo è in disarmo, tranne "SuperStar Aquarius" e "SuperStar Gemini", che sono state noleggiate dal governo di Singapore come alloggi per lavoratori stranieri.

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