Royal Caribbean in rosso di 1,6 miliardi

Monfalcone - Altro profondo rosso per il Royal Caribbean Group: non ci si poteva aspettare altrimenti dopo l’uragano coronavirus che ha mandato all’aria l’intero settore crocieristico

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Altro profondo rosso per il Royal Caribbean Group: non ci si poteva aspettare altrimenti dopo l’uragano coronavirus che ha mandato all’aria l’intero settore crocieristico. Con una perdita netta di 1,6 miliardi di dollari si è concluso il secondo trimestre 2020 del secondo operatore mondiale del settore che controlla o ha una partecipazione in sei marchi, cioè Royal Caribbean International, Celebrity Cruises, Azamara, Silversea Cruises, Tui Cruises e Hapag-Lloyd Kreuzfahrten (gli ultimi due in joint venture paritaria con Tui). Questi numeri sono il risultato della pandemia che ha colpito tutte le flotte crocieristiche del mondo e in particolare Rcg che aveva annunciato lo scorso 13 marzo la sospensione della propria attività (che al momento dovrebbe terminare il 31 ottobre dopo l’ultimo rinvio).

Quindi c’è da aspettarsi che anche la terza trimestrale porterà in dote ancora questi numeri negativi visto che riguarderà un altro periodo di completa inattività della flotta. Infatti il consumo di cassa previsto dal gruppo statunitense per questo prolungato periodo di sospensione dell'attività è pari a 250-290 milioni di dollari al mese, scenario che l'azienda sta affrontando adottando iniziative per incrementare la liquidità e per ridurre ulteriormente le spese. Purtroppo il dato che fa più impressione è la contrazione dei ricavi del 93% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno: sono entrati nelle casse del Rcg solo 175,6 milioni di dollari. Sbilancio tra costi e ricavi che ha prodotto un risultato operativo fortemente negativo pari a -1,28 miliardi di dollari rispetto ad un utile operativo di 573,6 milioni nello stesso periodo del 2019.

I 28 trimestri di utili consecutivi prima dell’effetto conronavirus sono soltanto un lontano ricordo: sembra una vita fa quando in questi giorni 12 mesi fa si festeggiavano 480 milioni di dollari di utile. Ora la strategia della società, che al 30 giugno aveva in cassa 4,1 milioni di dollari, non può che essere orientata sulla difensiva. Questo salvagente va ad aggiungersi ad una linea di credito di 11,3 miliardi di dollari per finanziare le nuove costruzioni originariamente programmate fino al 2025. Ma a tal proposito il Rcg ha annunciato importanti ritardi nella costruzione di almeno cinque nuove navi per diversi brand del proprio portafoglio.

Le cause del posticipo delle consegne, secondo il gruppo americano, sono dovute alla la chiusura temporanea dei cantieri navali in Europa che ha ritardato tutti i programmi. Nel dettaglio saranno solamente tre, a fronte delle cinque inizialmente programmate, le nuove unità che raggiungeranno le rispettive flotte entro la fine del 2021. Fincantieri è quella che conta meno ritardi con le due navi in costruzione ad Ancona per "Silversea Cruises" che vedranno dilazioni abbastanza limitate. "Silver Moon", attualmente alle prese con le prove in mare, sarà consegnata entro il prossimo autunno, mentre "Silver Dawn", ora in costruzione nel bacino dorico, sarà completata entro la fine del 2021. "Odyssey of the Seas", ancora ferma nel bacino coperto di Meyer Werft a Papenburg, farà il suo debutto nella flotta Royal Caribbean International nel primo trimestre del prossimo anno.

"Wonder of the Seas" e "Celebrity Beyond", entrambe in costruzione presso i Chantiers de l’Atlantique di Saint Nazaire, dovranno invece attendere almeno il 2022 per iniziare la propria attività. Le date ufficiali di consegna rimangono per ora top secret ma Jason Liberty, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario del gruppo Royal Caribbean, ha dichiarato di aspettarsi un ritardo sulla tabella di marcia di circa 10 mesi per tutte le future navi.

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