"Global Dream", colosso dei mari dal futuro incerto / IL CASO

Monfalcone - Verrà mai completata la "Global Dream"? Il futuro di quello che doveva essere il prototipo della seconda classe di navi da crociera per dimensioni al mondo è molto incerto. Questo a causa della pandemia in corso che ha colpito duramente il gruppo Genting Hong Kong, proprietario sia di Dream Cruises, marchio premium dedicato al mercato asiatico, che di Mv Werften, il gruppo cantieristico tedesco

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Verrà mai completata la "Global Dream"? Il futuro di quello che doveva essere il prototipo della seconda classe di navi da crociera per dimensioni al mondo è molto incerto. Questo a causa della pandemia in corso che ha colpito duramente il gruppo Genting Hong Kong, proprietario sia di Dream Cruises, marchio premium dedicato al mercato asiatico, che di Mv Werften, il gruppo cantieristico tedesco che si sta occupando della sua costruzione. A oggi, lo scafo incompleto della grande nave da 208 mila tonnellate di stazza lorda per 9.500 passeggeri si trova a Wismar, in attesa di sapere se mai si riprenderanno i lavori. Infatti Mv Werften ha sospeso a marzo l’attività in tutti i suoi siti e a differenza degli altri cantieri europei non li ha più ripresi.

Questo per mancanza di fondi per garantire la ripresa produttiva degli stabilimenti: il gruppo è in disperata attesa di poter ricevere gli aiuti dal Fondo di stabilizzazione economica tedesco. Fonti in Germania hanno ipotizzato che nel caso di fallimento di questa opzione, lo scafo della “Global” e le parti già realizzate della gemella ancora senza nome, potrebbero essere vendute per demolizione per ricavare almeno il valore del materiale impiegato nella costruzione. Ma queste sono solo voci. Infatti Ghk ha comunicato in via ufficiale che avrebbe ritardato la consegna di "Crystal Endeavour" e "Global Dream" di circa un anno, a causa della chiusura di Mv Werften. La piccola nave da spedizione dedicata al al marchio di lusso Crystal originariamente doveva debuttare quest'estate, mentre la nave di Dream Cruises doveva essere operativa entro il 2021.

La situazione finanziaria della casa madre Genting Hong Kong, colosso asiatico nel campo alberghiero e crocieristico, è assai critica. Infatti, oltre a una perdita netta di almeno 600 milioni di dollari per i soli primi sei messi dell’anno in corso, il gruppo ha sospeso tutti i pagamenti ai creditori. A seguito di quest’annuncio, venerdì scorso i titoli del gruppo sono crollati del 37,5% alla Borsa di Kuala Lumpur. Ma ad oggi in quale stato si trovano i lavori della "Global Dream"? Al momento il progetto è stato completato circa al 60%. Lo scafo è stato quasi assemblato completamente, infatti alla fine dello scorso dicembre la sezione centrale da 160 mila tonnellate per 235 metri di lunghezza, era stata trasferita dal cantiere di Rostock-Warnemünde al bacino coperto di quello di Wismar.

Qui sono proseguite le operazioni di montaggio delle sezioni di prua e di poppa e le ultime di sovrastruttura. Successivamente sarebbe iniziato il lungo processo di montaggio delle cabine prefabbricate, ben 2.350. Il mese stesso inoltre era stata impostata a Warnemünde la prima sezione di montaggio da 470 tonnellate della seconda nave della classe, la cui consegna era prevista per la fine del 2022. Comunque non è da escludere a priori che nel caso non venga portata avanti la costruzione della nave con i colori di Dream Cruises, questa non possa essere completata da altro armatore. Infatti nel passato ci sono stati altri esempi, possiamo citare i casi di due navi acquistate incomplete da Norwegian Cruise Line, le attuali "Norwegian Sky" (classe 1999) e "Pride of America" (2005).

Entrambi gli scafi furono comprati da Ncl e rimorchiati presso il Lloyd Werft di Bremerhaven (anche questo cantiere oggi è proprietà di Ghk). La prima nave doveva chiamarsi "Costa Olympia", la cui costruzione venne interrotta a causa del fallimento del cantiere Bremer Vulcan. La seconda invece doveva prendere il nome di "Queen of the Americas", ma la costruzione a Ingalls (Stati Uniti) venne interrotta a causa della bancarotta del committente originario, American Classic Voyages.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: