Donald (Carnival): "Riprenderemo a navigare entro fine anno". Vago (Msc): "Già ospitati 16.000 passeggeri"

Nelle ultime settimane ci sono state prese di posizioni molto dure di Frank del Rio, numero uno di NCLH, che aveva ricordato quanto fosse più stretto il contatto tra le persone in un aereo rispetto ad una nave. Inoltre i lavoratori del settore hanno iniziato a manifestare a Miami temendo che i loro posti di lavoro siano a rischio

di Matteo Martinuzzi

Trieste - Dopo la proroga per il “No Sail Order” di solo un mese fino al 31 ottobre c’era molta attesa per i 3 big delle crociere “a stelle e strisce” per il loro incontro con la task force della Casa Bianca per parlare del riavvio delle attività negli USA. La positività al Covid-19 del presidente Trump ha però consigliato un rinvio a data da destinarsi della riunione, così vista ancora l’incertezza su dei tempi certi, Norwegian Cruise Line Holdings e Royal Caribbean Group hanno prorogato di un altro mese fino al 30 novembre la sospensione dell’attività delle loro flotte.

E il terzo attore del mercato, cioè Carnival, che fa? La compagnia ha annunciato che la ripartenza delle proprie navi avverrà dai porti di Miami e Port Canaveral, mentre tutte le altre partenze di novembre e dicembre dagli altri home ports sono state cancellate. A tal proposito Arnold Donald, presidente e CEO di Carnival Corporation & Plc., ha dichiarato che «in questo momento, abbiamo tutte le ragioni per essere ottimisti sul fatto che navigheremo negli Stati Uniti prima della fine dell'anno». Nel frattempo nel corso di una conference call con il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, i big delle crociere hanno “testato” la volontà politica di favorire la ripresa: Pence, rinviando ogni decisione all’incontro con la task force, ha però sottolineato l’importanza di riavviare questo settore portante dell’economia marittima e turistica americana. Anche se il CDC non è favorevole ad un precoce riavvio dell’attività passeggeri nei porti del Paese, ormai la volontà della Casa Bianca è quella di spingere per la ripresa sotto la pressione di varie lobby che vedono andare in fumo milioni di dollari a causa del perdurare del fermo delle flotte. Nelle ultime settimane ci sono state prese di posizioni molto dure di Frank del Rio, numero uno di NCLH, che aveva ricordato quanto fosse più stretto il contatto tra le persone in un aereo rispetto ad una nave. Inoltre i lavoratori del settore hanno iniziato a manifestare a Miami temendo che i loro posti di lavoro siano a rischio se il settore non riparte. Vista questa situazione la speranza di riprendere a dicembre è concreta, per le compagnie americane questo potrebbe voler dire riuscire a incassare un po’ di liquidità approfittando delle festività di fine anno.

Quello che è successo in Europa con l’esempio di MSC è decisamente incoraggiante. Infatti Pierfrancesco Vago, Presidente Esecutivo di MSC Crociere, nel corso del meeting con i ministri del Turismo del G20 ha dichiarato che MSC Grandiosa, attualmente all’ottavo viaggio dalla ripresa, ha già trasportato senza problemi circa 16.000 passeggeri. Grazie a tutte le precauzioni e soprattutto ai test prima dell’imbarco, si è dimostrato che la nave da crociera oggi è il luogo di vacanza più sicuro che c’è. Questi numeri però evidenziano che la domanda è ancora “fiacca” visto che la media degli ospiti per viaggio raggiunge le 2.000 persone su una capienza complessiva di oltre 6.000. Però gli esempi di MSC e poi di Costa che si prepara a ripartire con la terza nave hanno reso l’Italia un esempio virtuoso per il settore. In Asia invece la situazione si è sbloccata a Singapore dove le autorità locali hanno autorizzato l’apertura del proprio porto per crociere domestiche di sola navigazione. Dream Cruises ha così preso la palla al balzo ed ha annunciato la ripartenza di World Dream dalla metropoli asiatica per mini-viaggi di 2 o 3 notti. A ruota anche Royal Caribbean International dovrebbe ripartire da quel porto il primo dicembre con la Quantum of the Seas con viaggi da 2 a 4 notti con una capienza del 50%. Così Royal al momento è il primo marchio americano che dovrebbe mollare gli ormeggi.

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