Carnival raccoglie altra liquidità

Monfalcone - Carnival Corporation nei giorni scorsi ha portato a termine una maxi-operazione di raccolta di liquidità. Questa operazione si è resa necessaria evidentemente perché il primo gruppo crocieristico al mondo stima che la piena ripresa dell’attività della propria flotta sia ben lungi a venire. Infatti il “conditional sailing order” del Cdc è ancora in attesa di essere integrato con le linee guida per la ripartenza specificate dall’ente statunitense

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Carnival Corporation nei giorni scorsi ha portato a termine una maxi-operazione di raccolta di liquidità. Questa operazione si è resa necessaria evidentemente perché il primo gruppo crocieristico al mondo stima che la piena ripresa dell’attività della propria flotta sia ben lungi a venire. Infatti il “conditional sailing order” del Cdc è ancora in attesa di essere integrato con le linee guida per la ripartenza specificate dall’ente statunitense che fino ad oggi ha messo più di un paletto nella ripresa dell’industria crocieristica. Come riporta il sito Dreamblog, Carnival ha infatti emesso un prestito obbligazionario senior non garantito, con scadenza 2027 e una cedola annua del 5,75%, riuscendo a raccogliere 3,5 miliardi di dollari. L’amministratore delegato della compagnia Arnold Donald ha dichiarato che «l’operazione ci garantisce liquidità addizionale adeguata ad affrontare qualsiasi eventuale ulteriore proroga della sospensione delle attività. Mi auguro che ciò non accada, ma il fatto di essere stati in grado di raccogliere i capitali necessari testimonia la considerazione degli investitori per la nostra industria e per le sue prospettive nel breve termine».

Secondo l’ultimo bilancio trimestrale pubblicato lo scorso gennaio, tra settembre e novembre il gruppo ha bruciato qualcosa come 500 milioni di dollari al mese e ora si aspetta di perderne ulteriori 600 milioni ogni 30 giorni per tutto il primo trimestre dell’anno fiscale 2020-2021, che si chiuderà a fine febbraio. Questo nonostante la compagnia si sia già liberata tra vendite e demolizioni di 16 navi da crociera ritenute ormai vetuste e poco efficienti (altre tre dovrebbero essere cedute a breve). A fronte di simili difficoltà finanziarie la compagnia ha provveduto, a partire dallo scorso marzo e fino all’inizio del 2021, a raccogliere capitali per un totale di 19 miliardi di dollari.

Questo tramite una serie di operazioni, tra cui in tempi recenti tre miliardi di prestiti ottenuti tramite crediti all’esportazione, 2,5 miliardi di nuove azioni, 590 milioni di obbligazioni convertite in azioni e l’emissione di due miliardi di ulteriori obbligazioni senior non garantite. A fine novembre, la compagnia aveva dichiarato di avere in cassa liquidità per un totale di 9,5 miliardi di dollari; questo dovrebbe permetterle di sostenersi per tutto il 2021 anche in un contesto di ricavi zero, dovuto al perdurare dell’inattività delle navi. Quindi Carnival prevede che il 2021 sarà un altro anno molto difficile per il settore e per questo sta cercando di mettere al sicuro la sua stabilità finanziaria. La ripresa dei suoi brand a livello mondiale è ancora alquanto incerta, per ora si sa solo che Aida Kreuzfahrten dovrebbe riprendere a navigare alle Canarie il prossimo 20 marzo con AidaPerla e Costa Crociere nel Mediterraneo il 27 dello stesso mese con Costa Smeralda. Ancora poca cosa per un gruppo che contava soltanto un anno fa oltre 100 navi da crociera distribuite tra nove marchi.

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