Grimaldi, le emissioni zero sono realtà. "Ma sul cold ironing porti in grande ritardo"

Davide Bocchetti, responsabile efficienza energetica e innovazione di Grimaldi Group spiega la strategia portata avanti dal gruppo in materia di decarbonizzazione sostenibilità dello shipping intervenendo al Forum "Towards a low-carbon shipping industry / Trasporto marittimo e ambiente: idee, progetti, investimenti"

Genova - «Nel settore ro-ro, sia navi passeggeri che cargo, la domanda di energia elettrica in porto è inferiore rispetto alle navi da crociera, quindi noi siamo già oggi in grado di garantire qualcosa che negli altri settori arriverà dopo: cioè zero emissioni in porto grazie alle batterie installate a bordo». Davide Bocchetti, responsabile efficienza energetica e innovazione di Grimaldi Group spiega la strategia portata avanti dal gruppo in materia di decarbonizzazione sostenibilità dello shipping intervenendo al Forum "Towards a low-carbon shipping industry / Trasporto marittimo e ambiente: idee, progetti, investimenti" organizzato questa mattina da TTM, Secolo XIX, The Meditelegraph e L'Avvisatore marittimo.

«Operiamo circa 130 navi con i nostri 5 brand, e principalmente stiamo puntando su una strategia per l'oggi, che cerca di pulire quanto più possibile, con tutti i sistemi disponibili, i gas di scarico e le acque con sistemi di abbattimento (dalla marmitta catalitica al filtro anti-particolato) e con le mega batterie per alimentare le navi quando sono in porto con cui riusciamo a fare la sosta a zero emissioni. Sebbene abbiamo anche la predisposizione al cold ironing (cioè caricarsi con l'energia in banchina), ma in Italia e nel Mediterraneo non sono ancora pronte nei porti le colonnine per attaccare la nave alla corrente» dice Bocchetti. Le batterie consentono di non dover tenere i motori accessi in porto. «È un programma che abbiamo per 16 navi di cui 7 sono già state consegnate - spiega -, abbiamo così installato circa 100 megawatt di capacità»

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