Crociere in Cina verso la ripartenza

Monfalcone - Pare sia arrivato anche il momento del riavvio delle crociere in Cina, anche se per ora si dovrebbe trattare di un via libera solo per le compagnie “nazionali”: però ancora nessuna comunicazione ufficiale è stata data dal governo cinese. L’ipotesi che sta facendo propendere per questa importante novità è il fatto che le agenzie di viaggio cinesi stanno iniziando a vendere le crociere di otto giorni a partire dal prossimo 22 di agosto della "Zhao Shang Yi Dun"

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Pare sia arrivato anche il momento del riavvio delle crociere in Cina, anche se per ora si dovrebbe trattare di un via libera solo per le compagnie “nazionali”: però ancora nessuna comunicazione ufficiale è stata data dal governo cinese. L’ipotesi che sta facendo propendere per questa importante novità è il fatto che le agenzie di viaggio cinesi stanno iniziando a vendere le crociere di otto giorni a partire dal prossimo 22 di agosto della "Zhao Shang Yi Dun". Questo nome sarà sconosciuto ai più, ma in realtà si tratta dell’ex "Viking Sun" realizzata da Fincantieri ad Ancona nel 2017. Quarta nave della fortunata classe Odin è stata trasferita recentemente da Viking Ocean Cruises alla sua joint venture con la cinese China Merchants. La neonata compagnia porta il poco originale nome di China Merchants Viking Cruise e per ora opererà con la sola "Zhao Shang Yi Dun" che è stata trasferita sotto bandiera cinese.

Il programma iniziale consisterà in quattro crociere di andata e ritorno da Shenzhen che faranno scalo a Sanya. Questa dovrebbe essere l’inizio dell'avvio del settore crocieristico locale da parte del governo cinese, dando il via alle navi battenti bandiera cinese che seguono i nuovi protocolli di salute e sicurezza annunciati a luglio. Altra compagnia cinese che potrebbe ripartire ad agosto è l’Astro Ocean Cruises con la sua "Piano Land" (che però batte bandiera delle Bermuda). Poi ci sono le nuove start-up nate dall’acquisizione di navi dismesse da Carnival Corporation a seguito della crisi del settore a causa della pandemia. Si tratta della Forsee Cruises che dovrebbe iniziare a navigare con la sua "Charming", l’ex "Sun Princess" che per ora continua a battere bandiera liberiana.

Mantiene ancora la sua bandiera panamense anche l’ex "Carnival Fascination" che è diventata "Century Harmony" per la neonata Century Harmony Cruise. Oltre a queste ci sono le navi che dovrebbero formare il nucleo delle nuova compagnia nata dalla joint venture tra Cssc e Carnival Corporation, si parla della "Costa Atlantica" e della "Costa Mediterranea" che sono ancora in attesa di dismettere la bandiera italiana (la pratica per la prima è ormai in via di definizione visto che la capitaneria di porto di Genova ha già pubblicato l’annuncio). Comunque la politica cinese nei confronti dell’industria crocieristica pare seguire la strada di quella giapponese che già da diversi mesi permette la navigazione alle sole navi passeggeri nazionali, da qui la cancellazione della stagione di "Msc Bellissima" che è stata riposizionata in Arabia Saudita. Un’eccezione riguarda Hong Kong con la sua legislazione particolare dove la ripresa del settore è stata definita in maniera simile a quella della città-stato di Singapore.

Sono permesse le operazioni anche di navi internazionali ma solo per crociere senza scali di pura navigazione. Qui perciò sono destinate ad operare la "Spectrum of the Seas" (posticipata all’autunno) di Royal Caribbean Internatonal e la Genting Dream di Dream Cruises. Le altre navi da crociera che dovevano operare in Cina invece hanno cercato altrove il loro rifugio per passare nel migliore dei modi il loro disarmo (tiepido) in attesa di una data per una possibile ripartenza. Un caso su tutti, quello della "Costa Venezia", ammiraglia per il mercato asiatico di Costa Crociere: quest’ultima ha raggiunto Dubai dove le operazioni di cambio equipaggio e di rifornimento sono più agevoli. La ripartenza in Cina per i big stranieri non appare così vicina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: