Monfalcone sempre più home port

Monfalcone da home port crocieristico d’emergenza a soluzione stabile. Questo è quanto auspica l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale che gestisce i porti di Trieste e quello isontino: per questo motivo sono in corso ragionamenti sugli aggiustamenti da fare per raggiungere quest’obbiettivo nel breve periodo

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone da home port crocieristico d’emergenza a soluzione stabile. Questo è quanto auspica l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale che gestisce i porti di Trieste e quello isontino: per questo motivo sono in corso ragionamenti sugli aggiustamenti da fare per raggiungere quest’obbiettivo nel breve periodo. La cittadina nota per i suoi cantieri navali è diventata porto d’imbarco di Msc Crociere in modo improvviso e inaspettato a inizio luglio, una soluzione originariamente studiata per duefine settimana quando a Venezia era in programma il Redentore e poi il G20 che rendevano off-limits il Canale della Giudecca alle passeggeri. Ma poi con il definitivo stop delle navi da crociera nel Bacino San Marco voluto dal Governo a partire dal primo agosto, lo scalo isontino si è visto confermare questo traffico almeno per tutto il 2021.

Così da due mesi a questa parte il sabato arriva "Msc Orchestra" e la domenica "Msc Magnifica": tutto viene gestito da Trieste Terminal Passeggeri che deve assistere anche tre navi ogni week end nel capoluogo giuliano. Uno sforzo logistico non da poco ma che ha dato ottimi risultati: fino a pochi mesi fa era impensabile per la Venezia Giulia avere un traffico crocieristico così importante per tutta l’estate. Ovviamente il porto monfalconese è sempre stato strutturato per i traffici commerciali, e quindi ci si è dovuti inventare soluzioni emergenziali per accogliere le navi bianche. E’ stata impiegata la parte di banchina con maggior pescaggio, togliendo spazio ai mercantili che in alcuni casi hanno dovuto attendere il week end in rada.

Per quel che riguarda le operazioni di check-in, queste sono continuate alla stazione marittima di Venezia con il successivo trasferimento dei passeggeri in bus a Monfalcone. Una soluzione logistica non ottimale per i passeggeri ma che ormai è già stata rodata. I sindacati, preoccupati per la commistione delle due tipologie di traffico con rischio di perdere la fiducia degli armatori, hanno chiesto un incontro per trovare dei rimedi al Comune e all’Autorità di sistema portuale. L’ente portuale, supportato da Capitaneria e piloti, ha infatti avviato il rilievo batimetrico dell’intero scalo: dalla verifica è emerso che gli approdi 1, 2 e 3, quelli più vicino alla Centrale termoelettrica e ritenuti inidonei per mancanza di pescaggio (poco utilizzati per tale motivo anche dai mercantili) in realtà a pochi metri dal molo pescano il necessario.

L’Adsp ha così proposto l’uso di pontoni da affiancare alla banchina per ospitare le navi da crociera. Questa sarebbe una soluzione ottimale per rivitalizzare questa parte dello scalo che nel 2002 aveva ospitato gli approdi del traghetto "Erotokritos", ma quest’ultimo stazzava solo 25 mila tonnellate, mentre le navi da crociera che giungono oggi a Monfalcone superano le 90 mila. Questo intervento a basso costo sarebbe temporaneo, ma poi andrebbe effettuato un dragaggio a filo di banchina, realizzata almeno una tensiostruttura come stazione marittima e trovata nelle vicinanze un’area da destinare a parcheggio per le auto dei crocieristi. Questo permetterebbe di bypassare la necessità di appoggio al terminal veneziano.

Per il resto la logistica di Monfalcone è ottimale con la vicinanza all’aeroporto regionale, alla rete autostradale e ferroviaria. Inoltre, dal punto di vista turistico, molte località d’eccellenza sono relativamente vicine. E per chi non vuole intraprendere escursioni a pagamento il Comune di Monfalcone ha predisposto bus navetta protetti per portare i crocieristi al Museo della Cantieristica (MuCa) e alla Rocca cittadina, un’interessante iniziativa gratuita per far conoscere il territorio ai turisti in transito.

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