Anche Carnival scappa da San Pietroburgo

Dopo Norwegian Cruise Line Holdings, anche Carnival Corporation & Plc. ha annunciato la cancellazione di tutti gli scali programmati in territorio russo nel corso della stagione crocieristica 2022

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Dopo Norwegian Cruise Line Holdings, anche Carnival Corporation & Plc. ha annunciato la cancellazione di tutti gli scali programmati in territorio russo nel corso della stagione crocieristica 2022. Questa decisione è ovviamente diretta conseguenza dell’intervento militare russo in Ucraina. Ora manca soltanto la decisione (ormai nell’aria) del gruppo Royal Caribbean per completare il quadro e poi tutti i tre grandi operatori statunitensi del mercato delle crociere avranno detto addio alla Russia almeno per il momento. D’altronde sarebbe stato improbabile che navi passeggeri facenti capo ad interessi americani scalassero nei porti della Federazione Russa in questo periodo di forte attrito tra le amministrazioni Biden e Putin. La destinazione crocieristica che più ne soffrirà di questa decisione è ovviamente San Pietroburgo, lo scalo russo più importante e meta imperdibile per le navi passeggeri che frequentano il Mar Baltico.

La vecchia capitale degli zar è un accentratore del traffico in quell’area, paragonabile solo a Venezia nell’Adriatico. Entrambe sono destinazioni imperdibili per le navi, solo che la Serenissima si distingueva (prima del bando delle navi nella Giudecca) per la sua funzione principale di porto d’imbarco, mentre San Pietroburgo era essenzialmente una destinazione di transito ma che spesso si caratterizzava per gli overnight visto l’ampia lista delle bellezze storico-culturali a disposizione. Il turismo crocieristico per l’ex Leningrado era una fonte primaria per la sua economia, e dopo due anni praticamente senza navi a causa della pandemia, ora si appresta ad affrontare la terza stagione di sofferenza a causa dell’escalation militare in Ucraina. Si tratta di un danno enorme visto le entrate che garantiva il settore a tutta la filiera economica della città.

Tornando a Carnival Corporation, quest’ultima ha annunciato sui canali social del gruppo, che non verranno effettuate toccate a San Pietroburgo in Russia nel prossimo futuro e che verranno sostituite con porti alternativi. Inoltre il numero uno del gruppo, Micky Arison, ha confermato la notizia su Twitter: «Stiamo assicurando itinerari alternativi per le nostre navi da crociera prima di annunciare i nostri piani futuri. Avviseremo i nostri ospiti e partner di viaggio a breve non appena i piani saranno finalizzati». I marchi Carnival con programmi estivi nel Baltico con scali a San Pietroburgo erano i seguenti: Carnival Cruise Line, Aida Kreuzfahrten, Princess Crusies, Holland America Line, Seabourn Cruise Line, Cunard Line, P&O Cruises e Costa Crociere. In pratica otto marchi su nove del gruppo, l’unica esclusa da questa decisione è P&O Cruises Australia che opera solo nei mari dell’Oceania.

Costa inoltre potrebbe riprendere le crociere di "Costa Serena" in Oriente nel corso dell’estate. Nei suoi programmi c’era anche il porto russo di Vladivostok che a questo punto è fuori dei giochi. Anche se probabilmente questa nave riprenderà con viaggi solamente in Giappone visto che la Cina per ora è ancora off-limits per le navi passeggeri straniere e che Vladivostok era destinazione dei viaggi in partenza dal continente. Nei giorni scorsi, Mark Kempa, vicepresidente esecutivo e chief financial officer di Nclh, aveva annunciato che la compagnia era alla ricerca di porti alternativi nel Baltico per i suoi marchi Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises. Nel frattempo Ncl ha già annunciato la cancellazione di tutti gli scali a San Pietroburgo di "Norwegian Getaway", "Norwegian Dawn" e della nuova "Norwegian Prima".

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