Crociere, Genting ci riprova

Resorts World Cruises è stata registrata come società a Singapore: il marchio viene accostato alla vecchia proprietà di Genting e quindi questo potrebbe esse l’atto di nascita di una potenziale nuova start-up crocieristica di proprietà della famiglia Lim

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Resorts World Cruises è stata registrata come società a Singapore secondo quanto riferisce The Straits Times; il marchio Resorts World viene accostato alla vecchia proprietà di Genting e quindi questo potrebbe esse l’atto di nascita di una potenziale nuova start-up crocieristica di proprietà della famiglia Lim. Quest’ultima ha fondato negli anni Novanta del secolo scorso Star Cruises, che si è trasformata nel colosso asiatico delle crociere Genting Hong Kong. Quest’ultimo, prima della crisi finanziaria che lo ha investito, possedeva tre marchi, Star Cruises appunto, Crystal Cruises e l’ultima nata Dream Cruises su cui erano state puntate le maggiori risorse.

I liquidatori nominati dal tribunale sono alla ricerca di acquirenti per i beni aziendali, inclusa la flotta delle navi di proprietà più la nuova Global Dream che rimane incompiuta nei cantieri Mv Werften in Germania, anch’essi parte della galassia Ghk (e quindi in fase di liquidazione). Le voci nel settore ipotizzano che la famiglia Lim spera di continuare il suo coinvolgimento nell’industria crocieristica concentrandosi però su un solo marchio: quindi Resort World Cruises potrebbe essere il contenitore dove far confluire gli asset per continuare sulla strada del mercato premium aperto con Dream Cruises. Il nuovo marchio potrebbe quindi fare da base legale per eventuali offerte alle aste di aggiudicazione dei pezzi pregiati della vecchia compagnia. Questa però non sarebbe la prima volta della rinascita di un marchio appena fallito sotto nuova veste: infatti soltanto in epoca pandemica ci sono due esempi da citare. Il primo riguarda Cordelia Cruises che non è altro che la riproposizione di Jalesh Cruises, la prima compagnia crocieristica dedicata al mercato indiano che non ha retto allo scoppio dell’epidemia di Covid-19.

L’altro invece riguarda Ambassador Cruise Line, compagnia dedicata al mercato inglese con navi classiche: la sua classe dirigente era la stessa che aveva guidato fino al fallimento Cruise & Maritime Voyages: la "World Dream", ultima nave operativa di Dream Cruises, è stata fermata il 2 marzo a Singapore dopo che la compagnia non è riuscita ad ottenere finanziamenti sufficienti per continuare a far funzionare la nave, adducendo "circostanze difficili". In una dichiarazione rilasciata da Ghk, è stato chiarito che l'identificazione di "potenziali piani di riparazione e l'agevolazione della ristrutturazione del gruppo, inclusa Dream Cruises", ha fornito finanziamenti di emergenza sufficienti. Questi hanno consentito il completamento di ulteriori 16 crociere programmate dopo la nomina dei liquidatori provvisori congiunti per il gruppo malese.

La sorella "Genting Dream" era stata fermata in precedenza, dopo che Hong Kong aveva vietato le crociere a causa della diffusione della variante omicron. Questa nave però non era più di proprietà effettiva di Ghk, infatti quest’ultima l’aveva ceduta ad un pool di banche per finanziare la costruzione della classe Global, mantenendone però la gestione operativa. Infine la più piccola Explorer Dream, la prima ripartita nel luglio 2020, era ferma già da tempo perché i viaggi domestici a Taiwan (anche con scali) avevano ormai poca domanda. Questo trasformismo crocieristico potrebbe permettere quindi di far continuare sotto nuova veste una compagnia che era stata molto apprezzata fin dalla sua nascita. Sicuramente la clientela non le manca, ma la pubblicità negativa del fallimento sarà difficile da cancellare con ancora molti passeggeri prenotati in attesa di ricevere i dovuti rimborsi per le crociere già pagate. Non resta che attendere la prossima puntata della telenovela di Ghk.

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