Stena rimanda il suo debutto nelle crociere

Stena Line, celebre operatore di traghetti svedese, ha ritirato un'offerta pubblica di acquisto per la "Global Dream": questa mossa sarebbe stata parte del suo piano per entrare nel settore delle crociere in Asia

di Matteo Martinuzzi

Monfalcone - Stena Line, celebre operatore di traghetti svedese, ha ritirato un'offerta pubblica di acquisto per la "Global Dream": questa mossa sarebbe stata parte del suo piano per entrare nel settore delle crociere in Asia. La notizia è arrivata al Cruise Industry News tramite l’emittente radiotelevisiva tedesca Ndr, che citando il curatore fallimentare Christoph Morgen, ha affermato che Stena era vicina ad avere un accordo di finanziamento per la nave da crociera, che è stata completata per circa l'80% nel cantiere di Wismar di Mv Werften. La crisi finanziaria di questo gruppo cantieristico ha scatenato il collasso della casa madre Genting Hong Kong, con la conseguente procedura fallimentare dei suoi tre marchi crocieristici, cioè Dream Cruises, Star Cruises e Crystal Cruises. Stena era il candidato più serio per rilevare la “Global”, il cui progetto aveva avuto l'approvazione delle autorità tedesche e delle banche.

Chiara la strategia degli svedesi: puntare ad entrare nel promettente mercato crocieristico cinese rilevando gli asset di Dream Cruises, marchio premium di Ghk. La prima mossa sarebbe stata rilevare il colosso da 208 mila tonnellate di stazza lorda ora in attesa del suo destino nel bacino coperto di Wismar. Il passo successivo sarebbe stato quello di prendere le altre tre navi di Dream Cruises, due recentissime del 2016 e 2017 e una più vetusta del 1998.  Sembra che Stena volesse completare la "Global Dream" a Wismar, con il supporto delle autorità pubbliche tedesche, che vorrebbero mantenere l'occupazione e rilanciare l'attività del sito industriale. Quali le cause che hanno portato a un nulla di fatto questo piano? In primo luogo le crociere in Cina sono state interrotte all'inizio della pandemia nel gennaio 2020 e le prospettive di ripresa sono più che incerte, essendo il Paese prigioniero della sua politica Zero Covid che impone regolari lock-down e limita la circolazione della popolazione (quindi una situazione incompatibile con il turismo crocieristico).

Inoltre, l'ex boss di Ghk, il miliardario malese Lim Kok Thay, è riuscito a creare un nuovo marchio, Resorts World Cruises, che offrirà crociere in partenza da Singapore da giugno noleggiando la "Genting Dream", e sta trattando con le banche per l'acquisizione delle altre due navi della defunta Dream Cruises. Quindi nonostante le solide relazioni in Cina, dove la compagnia di navigazione svedese sta costruendo traghetti passeggeri e merci, era impossibile investire centinaia di milioni nel completamento di un prototipo senza avere già una flotta nella regione. Il probabile ritiro di Stena è una doccia fredda per la Germania, dove ora sono alla ricerca di un'altra soluzione per il completamento della nave. Sembra che siano in corsa ancora due contendenti interessati all’affare, ma uno vorrebbe spostare la nave altrove per completarla. Sicuramente Lim Kok Thay, con l’uscita di scena di Stena, si trova in una posizione di forza con le autorità tedesche in questa negoziazione visto che le alternative si stanno riducendo.

Ma avrà Resorts World Cruises la forza economica sufficiente per farsi carico dei costi di completamento della nave? Si parla di altri 500 milioni di Euro, oltre al miliardo speso fin ora. Per i tedeschi la sopravvivenza del cantiere è fondamentale, ma una nave così potrebbe diventare un pesante ingombro per eventuali acquirenti interessati all’acquisizione del sito industriale. A quel punto andrebbe bene anche spostarla altrove per avviare subito una riconversione di Wismar verso un altro core business: potrebbe essere quello delle costruzioni militari visto che in Germania si parla di forti spese nell’industria bellica dopo la crisi ucraina.

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