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Mai così bassi gli ordini in corso

Carnival, stop alle nuove navi: così il colosso Usa riduce la flotta

La notizia secca è che la Carnival Corporation, primo gruppo crocieristico mondiale, rallenterà il ritmo delle nuove costruzioni nel tentativo non solo di moderare la crescita dell'offerta, ma anche di mantenere bassa la spesa

di Simone Gallotti e Matteo Martinuzzi
2 minuti di lettura

La "Carnival Jubilee" è in costruzione nei cantieri Meyer Werft

 

Genova – La notizia secca è che la Carnival Corporation, primo gruppo crocieristico mondiale, rallenterà il ritmo delle nuove costruzioni nel tentativo non solo di moderare la crescita dell'offerta, ma anche di mantenere bassa la spesa, come ha spiegato Josh Weinstein, presidente e amministratore delegato del colosso delle crociere.

Il numero uno del gruppo ha dovuto analizzare la situazione e ha così scritto la nuova strategia: la compagnia non si aspetta di prendere in consegna nuove navi nel 2026 e già questa rappresenta una rivoluzione copernicana.

Infatti da quando è scoppiato il boom del turismo crocieristico negli anni Novanta, le compagnie del gruppo Carnival hanno ricevuto almeno una nuova nave all’anno. Nei prossimi tre anni invece il colosso delle crociere porterà a casa una, al massimo due nuove navi all’anno, in linea con le commesse firmate nel periodo pre-pandemia. La conseguenza è che non verranno esercitate opzioni: “Nel futuro prossimo ci impegniamo a utilizzare il previsto forte afflusso di cassa per rinforzare il bilancio e saremo disciplinati e rigorosi nel prendere decisioni su nuove costruzioni - ha spiegato il numero uno del gruppo - Abbiamo solo quattro navi in ordine fino al 2025, oltre la nostra seconda nave da spedizione di lusso Seabourn da consegnare nel 2023”.

La flotta Nel portafoglio ordini di Carnival fino al 2025 ci sono la "Carnival Jubilee” in costruzione nei cantieri tedeschi della Meyer Werft, la “Queen Anne”, la “Sun Princess” e la sua gemella ancora da battezzare, ordinate alla Fincantieri.

Infine va compresa nella lista anche la piccola "Seabourn Pursuit”, in allestimento a Genova, dalla Mariotti: “Questo è il nostro portafoglio ordini più basso da decenni” ha commentato Weinstein.

Nessuna nuova costruzione invece per gli altri marchi della compagnia (tra cui anche la genovese Costa Crociere, e Aida, il marchio tedesco che batte bandiera italiana sulle sue navi).

La joint venture con China State Shipbuilding Corporation, dove la Carnival ha una quota minoritaria, non è invece stata menzionata. Con queste mosse il gruppo è convinto che nel 2023 il 25% della propria offerta riguarderà navi considerate nuove.

Questo significa un aumento di otto punti percentuali delle cabine con balcone in tutta la flotta ed esperienze a bordo differenziate che si traducono in maggiori entrate. La Carnival ha ceduto o demolito 26 navi tra le più vecchie e meno efficienti della sua flotta, un’emorragia non preventivabile fino a tre anni fa quando il settore viveva un autentico boom.

Prima il colosso americano superava ampiamente le 100 navi da crociera in flotta, oggi questo numero è sceso a 93 dopo le cessioni e le nuove consegne avvenute negli ultimi due anni. Così nel 2025 la flotta si attesterà a 95 unità con i cinque nuovi ingressi e altre tre cessioni di navi non ritenute più efficienti.

Due saranno eliminate dalla flotta Costa (molto probabilmente saranno la “Costa Magica” e la “Costa Fortuna”) e la terza potrebbe essere la “Grand Princess” della compagnia Princess Cruises, come confermano fonti di settore.

ACQUE AGITATE
I debiti accumulati per mantenere in vita la corporation durante lo stop pandemico andranno gradualmente ripagati e quindi ulteriori esborsi milionari in nuove commesse sono al momento ritenuti molto difficili dagli analisti del settore.

Il mercato che oggi si è ripreso meglio è quello delle navi medio-piccole con un focus particolare sul lusso. E in questo comparto Carnival possiede solo il marchio Seabourn Cruise Line.

Mercati a diversa velocità Il primo operatore mondiale del settore crocieristico naviga a vista e la strategia messa in campo sembra difensiva, mentre il resto del mercato ha ripreso vigore con numeri in crescita di passeggeri e nuove navi in arrivo.

Nel gruppo statunitense il marchio che dimostra maggior salute è la Carnival Cruise Line visto che il mercato statunitense ha ripreso a correre. Da qui il trasferimento di tre navi Costa verso questo marchio.

Ma è proprio questo ulteriore trasloco di flotta e capacità che dà forza alle indiscrezioni che vorrebbero imminente una riorganizzazione complessiva del colosso. Uno schema che potrebbe coinvolgere anche la Costa, anche se al momento è difficile trovare conferme.

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