Seattle cavalca l’onda delle crociere in Alaska
La domanda per le crociere in Alaska è sempre molto forte e per questo motivo il porto di Seattle prevede un 2023 molto soddisfacente. Grazie all’aumento dell’occupazione media delle navi, si prevede di raggiungere 1,3 milioni di passeggeri movimentati in 228 toccate
di Matteo Martinuzzi
La "Norwegian Bliss" farà tappa a Seattle
Monfalcone – La domanda per le crociere in Alaska è sempre molto forte e per questo motivo il porto di Seattle prevede un 2023 molto soddisfacente. Sebbene quest'anno ci saranno leggermente meno scali rispetto allo scorso, grazie all’aumento dell’occupazione media delle navi, si prevede di raggiungere 1,3 milioni di passeggeri movimentati in 228 toccate.
Seattle ha registrato un anno record nel 2022 con 1,2 milioni di passeggeri, in aumento del 6% rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemia. Questo grazie al trasferimento di molte navi da crociera sulla rotta per l’Alaska dalla Cina, destinazione per ora ancora chiusa.
Ovviamente Seattle è uno dei porti d’imbarco di riferimento per chi vuole scoprire lo Stato più a Nord degli Stati Uniti d’America. La nuova stagione inizierà con la partenza della "Norwegian Bliss” il prossimo 14 aprile e terminerà con la “Norwegian Sun” il 30 ottobre: “Abbiamo assistito a un aumento significativo delle toccate - spiega Linda Springmann, direttore del Marketing marittimo e delle crociere per il porto di Seattle -. Avevamo una certa capacità nei giorni feriali e le compagnie hanno lavorato per riempirla. Inoltre, abbiamo beneficiato del fatto che non tutte le destinazioni fossero aperte, quindi alcune delle navi destinate in Asia e in Australia sono invece arrivate in Alaska”.
Seattle ha a disposizione due terminal crociere, Smith Cove al Molo 91 e Bell Street al Molo 66: al primo scalano Holland America Line e Princess Cruises (i fine settimana), Carnival Cruise Line, Celebrity Cruises e Royal Caribbean International (i giorni feriali); al secondo invece scalano Norwegian Cruise Line e Oceania Cruises.
Al momento è stato sospeso a tempo indeterminato il programma per realizzare un nuovo terminal, ma nel frattempo, i miglioramenti delle infrastrutture prevedono l'installazione dell'alimentazione da terra al molo 66 per la stagione 2024: “Siamo anche fortemente coinvolti nel progetto “Green Corridor”, esplorando la fattibilità di un percorso decarbonizzato da Seattle a Vancouver fino all'Alaska. L'obiettivo del nostro porto è quello di essere decarbonizzato del 50% entro il 2030 e del 100% entro il 2050. Potremmo non avere ancora le risposte, ma vogliamo sicuramente essere un banco di prova per il biodiesel, ad esempio, e impegnarci in vari test sul carburante per vedere quali saranno le risposte giuste. Le crociere sono un'attività stagionale per noi, quindi da sole non ci aiuteranno a raggiungere questi obiettivi. Dobbiamo lavorare con tutti e assicurarci di poterlo rendere economicamente sostenibile” aggiunge Springmann.
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