Norwegian Cruise Line torna all’utile
Nel 2023 il gruppo crocieristico statunitense Norwegian Cruise Line Holdings, che gestisce i marchi Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises, ha chiuso l’anno con un utile operativo di 930,9 milioni e con un utile netto di 166,2 milioni di dollari
di Matteo Martinuzzi
Monfalcone – Nel 2023 il gruppo crocieristico statunitense Norwegian Cruise Line Holdings, che gestisce i marchi Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises, ha chiuso l’anno con un utile operativo di 930,9 milioni e con un utile netto di 166,2 milioni di dollari rispetto a risultati entrambi di segno negativo per -1,5 miliardi e -2,2 miliardi nel 2022. Sembra così definitivamente superata la tempesta pandemia che aveva disastrato i conti dei grandi operatori del settore.
Così dopo il gruppo Royal Caribbean (utile netto di 280 milioni nel 2023), anche Nclh chiude l’anno passato con il segno positivo: ora manca all’appello solamente Carnival Corporation (perdita netta di 48 milioni nell’anno fiscale 2023 concluso a novembre in questo caso). Tornando a Nclh, quest’ultima ha registrato nell’anno da poco concluso ricavi da primato pari a 8,5 miliardi di dollari, con un incremento del +76,5% sul 2022 e un aumento di quasi 2,1 miliardi rispetto al precedente record stabilito nell'anno pre-pandemia del 2019.
Il nuovo record è stato raggiunto grazie ai nuovi picchi storici dei fatturati derivanti sia dalle vendite delle crociere sia dalle vendite a bordo delle navi attestatisi rispettivamente a 5,7 miliardi (+76,8%) e 2,8 miliardi di dollari (+75,9%). Il nuovo record del volume d'affari è stato ottenuto nonostante il numero di passeggeri ospitati a bordo delle navi del gruppo, che lo scorso anno è risultato di 2,72 milioni di persone (+63,3%), sia inferiore di 78 mila unità rispetto al record storico del 2018. Numeri che faranno piacere anche alla Fincantieri visto che Nclh è attualmente il suo principale cliente e nel 2023 l’azienda triestina ha consegnato tre navi da crociera al gruppo americano: la “Vista” per la Oceania Cruises consegnata dal cantiere di Sestri Ponente, la “Norwegian Viva” della Norwegian Cruise Line consegnata dal cantiere di Marghera e infine la “Seven Seas Grandeur” della Regent Seven Seas Cruises consegnata dal cantiere di Ancona. Commentando oggi questi risultati, il presidente e amministratore delegato di Nclh, Harry Sommer, ha evidenziato che «nel 2023 Norwegian Cruise Line Holdings ha sperimentato un anno molto importante di crescita e risultati. Abbiamo preso in consegna con successo tre nuove navi, una per ciascuno dei nostri marchi, che rappresenta il maggior numero di consegne in un solo anno nei 57 anni di storia della nostra azienda». Per l’anno in corso le prospettive sono ancora migliori: il gruppo ha reso noto che la domanda relativa alle crociere programmate per il 2024 è assai elevata per tutti i tre marchi del gruppo, ed è consistente per tutte le aree geografiche ad eccezione dei viaggi per i quali è stato cambiato l'itinerario a causa dei conflitti in Medio Oriente e nel Mar Rosso. Invece nel solo quarto trimestre del 2023 i ricavi hanno raggiunto un valore record per questo periodo dell'anno essendo stati pari a 1,9 miliardi di dollari, con un incremento del +30,8% sull'ultimo trimestre del 2022, di cui 1,3 miliardi generati dalla vendita delle crociere (+31,8%) e 853,4 milioni dalle vendite a bordo (+28,7%). L'utile operativo è stato pari a 124,3 milioni rispetto ad un risultato di segno negativo per -281 milioni nel quarto trimestre del 2022. Nclh ha chiuso l'ultimo trimestre del 2023 con una perdita netta di -106,5 milioni rispetto ad una perdita netta di -482,5 milioni nello stesso periodo dell'esercizio precedente.
Questa lieve flessione delle performance finanziare dell’ultimo quadrimestre è alla fine l’unico spiffero che ancora aleggia sul marchio che però ormai è pronto a riprendere a macinare utili come fatto fino allo scoppio della pandemia.
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