Dopo gli Usa, acque agitate anche in Grecia: i marittimi minacciano sciopero a oltranza
Il sindacato greco chiede aumenti salariali del 12%. Trattativa saltata, sciopero al via il 22 ottobre
redazione web
Uno sciopero al Pireo nel giugno 2022
(ap)Atene – Dai ‘camalli’ degli Stati Uniti agli equipaggi in Grecia: il clima nel trasporto marittimo globale continua a surriscaldarsi. La Federazione marittima panellenica ha annunciato uno sciopero nazionale di 48 ore, con prospettiva di escalation, il 22 e 23 ottobre sulle navi passeggeri e traghetti, chiedendo la firma di un nuovo contratto collettivo di lavoro con aumenti del 12%.
Nel suo comunicato, la Pno ricorda, tra l'altro, che il 2 ottobre si è svolto un incontro tra le direzioni dell'Associazione delle compagnie di navigazione passeggeri e la Federazione con l'obiettivo di rinnovare e sottoscrivere il rinnovo dei contratti su navi passeggeri, navi internazionali e navi da crociera per l'anno 2025.
“Oltre all’aumento salariale, sono state messe sul tavolo anche una serie di questioni che regolano lo status professionale dei marittimi nelle categorie specifiche delle navi”, specifica la Pno nel suo comunicato. “La trattativa è fallita sotto la responsabilità esclusiva del datore di lavoro, in seguito al suo atteggiamento intransigente. All'aumento del 12% richiesto dalla Federazione, hanno proposto un aumento del 3% per il 2025. Si sono rifiutati di discutere anche di una serie di altri problemi”.
Al termine della riunione, il Comitato esecutivo della Pno ha indetto una riunione d'urgenza e ha attaccato "l'atteggiamento sprezzantemente intransigente del datore di lavoro, che con vari procedimenti ha portato la trattativa a un vicolo cieco, ritenendo di sfuggire così alla soddisfazione delle nostre esigenze assolutamente giuste", si legge nel comunicato della Federazione. Non possiamo ignorare l'elevata redditività delle compagnie, i 150.000.000 di euro che raccolgono ogni anno dal fondo statale per sovvenzionare le linee, il bonus che il governo sta preparando per il rinnovo e l'ammodernamento della loro flotta in nome della transizione al green shipping. Né possiamo ignorare che su tutte le navi anche i minimi previsti dalla legislazione marittima vengono violati a danno dei naviganti".
La Federazione dei lavoratori marittimi sottolinea inoltre "il miserabile regime imposto dalla legge 41/50 in base al quale a fine ottobre viene licenziato il 50% del personale alberghiero, senza nemmeno essere indennizzato”.
Il sindacato chiede, tra l’altro, la firma del rinnovo con un aumento del 12%, l'abrogazione della legge 41/50.
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