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Fincantieri-Norwegian, le navi a un prezzo da record

Fincantieri mette a segno l’ordine più rilevante della sua storia, e insieme il più oneroso per un committente. La lettera d’intenti firmata col gruppo Norwegian Cruise Line Holdings (Nclh) era stata anticipata dal Secolo XIX quasi un anno fa

Alberto Quarati
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

La “Norwegian Viva” ultima nave varata da Fincantieri per Nclh. Le nuove unità saranno un terzo più grandi

 

Genova – Fincantieri mette a segno l’ordine più rilevante della sua storia, e insieme il più oneroso per un committente. La lettera d’intenti firmata col gruppo Norwegian Cruise Line Holdings (Nclh), anticipata dal Secolo XIX quasi un anno fa, l’8 febbraio, e poi siglata in aprile, ieri si è trasformata in un ordine concreto per la costruzione di quattro nuove navi da crociera. Stime di mercato riportate dalle agenzie e ulteriormente verificate da questo giornale fissano il prezzo della commessa a nove miliardi di dollari.

Significa che la Norwegian ha pagato ogni nave tra i 2,2 e i 2,25 miliardi di dollari a unità: si tratta cioè con certezza delle navi più care mai realizzate al mondo. Pur trattandosi di navi di tutto rispetto - le più grandi mai realizzate per la compagnia statunitense - a permettere ai cantieri italiani di tenere alto il prezzo sarebbe stata la scarsa disponibilità di slot per realizzare queste unità, che ora Fincantieri deve consegnare dal 2030 al 2036 con cadenza biennale.

L’INCASTRO DEGLI SLOT
L’ordine di Norwegian è per navi da 225 mila tonnellate. Grosse così, le possono fare solo tre cantieri al mondo escluse le strutture in Asia, che però gli armatori (tra l’altro particolarmente liquidi in questo momento) non prendono in considerazione per timori sulla qualità.

Oltre alla Fincantieri di Monfalcone, ci sono la Meyer Werft di Turku e i Chantiers de l’Atlantique a Saint Nazaire. Stando al portafoglio ordini ufficiale, l’ultima commessa per Monfalcone prima di incassare le quattro navi Norwegian era prevista per il 2029: un’unità per il gruppo Carnival da 230 mila tonnellate.

È invece del 2028 la consegna dell’ultima unità di Saint Nazaire (231 mila tonnellate per Royal Caribbean) mentre si ferma al 2027 l’ultima consegna del cantiere Meyer in Finlandia, sempre per Royal, con un’unità da oltre 250 mila tonnellate.

Tuttavia, fanno osservare fonti di settore, questo è l’orderbook ufficiale: facile che i cantieri siano in trattativa con gli armatori per l’esercizio delle opzioni (cioè navi aggiuntive uguali a quelle che devono già essere costruite), oppure di nuove costruzioni. Non va per esempio dimenticato che fonti di mercato mai smentite danno sia Saint Nazaire che Turku in pista per una maxi-commessa di Msc, per quella che dovrebbe essere la nave più grande del globo (270 mila tonnellate): stazza per cui i cantieri italiani non potrebbero essere in partita.

IL PREZZO RECORD
La nave più cara del mondo fino a ieri è stata la “Disney Adventure”: si tratta di un’unità da 208 mila tonnellate rilevata dalla compagnia californiana Disney dal fallimento del gruppo Genting di Hong Kong, e in costruzione a Rostock. Questa nave di base aveva già un prezzo elevato -1,6 miliardi - ma con le modifiche richieste dal nuovo armatore e i ritardi di costruzione le ultime stime la attestano sui due miliardi.

Seguiva poi la classifica con 1,8 miliardi la “Icon of the Seas”, in flotta a Royal e varata lo scorso anno, che con le sue oltre 248 mila tonnellate di stazza è al momento la nave più grande del mondo.

Se si pensa che in epoche passate le navi costassero di più, è un errore: secondo il sito Titanic Facts, la costruzione del più famoso e celebrato transatlantico della storia, il “Titanic” appunto, è pari a un costo attualizzato di 166 milioni di dollari. Meno del costo di realizzazione del film con Leonardo Di Caprio (200 milioni di dollari).

MA CHE NAVI SARANNO?
L’ordine siglato con la Fincantieri rappresenta per Norwegian il top della flotta. Ciascuna unità avrà 5.100 posti letto e potrà ospitare a bordo oltre 8.300 persone compreso il personale. A Monfalcone oggi sono occupati 1.600 persone alle quali si aggiungono 5.500 unità dell'indotto.

È proprio sull'aspetto del lavoro che si sofferma l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero: «La profondità del backlog (il portafoglio ordini, che con questo contratto diventa quello più in là nel tempo tra i cantieri occidentali, ndr) è un valore strategico: significa garantire carico di lavoro per i prossimi 10 anni, assicurando occupazione ma anche valore di lungo termine per noi e per la filiera. Il maxi ordine ne è la prova concreta: quattro navi da crociera, le più grandi mai fatte per il brand, in costruzione fino al 2036». Fincantieri ha già realizzato due navi per Nclh: “Norwegian Prima” e “Norwegian Viva”. Nei prossimi mesi arriverà “Norwegian Aqua”, prima unità della classe Prima Plus. Altre tre unità sono in diverse fasi di progettazione e costruzione. Con la garanzia di tanto lavoro, l’universo Fincantieri (tre stabilimenti in Liguria, la principale azienda in regione) può dedicarsi ai tanti altri rami di attività, come ad esempio la subacquea, un obiettivo di Folgiero con innovazione e digitalizzazione.

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