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Norvegia, il primo traghetto full electric del mondo ha compiuto dieci anni

In Italia è ancora una tecnologia di nicchia, Savarese (Actv) spiega la scelta dell’ibrido: “Tutto elettrico, le batterie non sono ancora abbastanza evolute per i criteri di servizio della Laguna di Venezia”

Alberto Ghiara
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Il traghetto full electric Ampere

 

Genova – Sono passati esattamente dieci anni da quando, a Bergen in Norvegia, è entrato in servizio l’Ampere, il primo traghetto al mondo che utilizza soltanto batterie elettriche. Dal 2015 a oggi, la nave ha percorso una distanza pari a 17 volte il giro dell’Equatore.

Tutto è cominciato con la decisione della Norwegian public roads administration di richiedere una tecnologia sostenibile a bordo della nuova unità destinata a trasportare passeggeri e veicoli attraverso il Sognefjord sulla costa occidentale della Norvegia. L'operatore di traghetti Norled ha esplorato l’alternativa elettrica e ha avviato una collaborazione con Fjellstrand Shipyard per trovare la soluzione migliore. Norled ha poi vinto la gara d'appalto del traghetto basata sul design all'avanguardia dell'Ampere. Spiega Edmund Tolo, dirigente del cantiere Fjellstrand: “Abbiamo dovuto affrontare una serie di sfide, poiché nessuno lo aveva mai fatto prima. Non avevamo idea della durata effettiva delle batterie e non avevamo le norme e i regolamenti necessari. Tuttavia, collaborando a stretto contatto con Siemens come integratore, il fornitore di batterie Corvus Energy, l'armatore Norled, nonché le autorità marittime norvegesi e Dnv, siamo riusciti a rendere tutto questo un successo”.

A dieci anni dall’esperienza norvegese, in Italia la diffusione delle batterie per il trasporto marittimo è ancora in una fase embrionale. La scelta del full electric in particolare è spesso limitato al trasporto lacustre. Questo non significa che l’alternativa elettrica sia del tutto scartata. Actv, la compagnia del gruppo Avm che opera il servizio pubblico di battelli nella Laguna di Venezia, ha scelto per esempio di passare dalla propulsione tradizionale a quella ibrida sui propri vaporetti, mentre in parallelo la flotta di traghetti passerà al diesel-elettrico.

Perché non il full electric? “La nostra scelta dell’ibrido - spiega Salvatore Savarese, direttore dei cantieri di manutenzione navale di Actv - arriva da 8-9 anni di analisi dei gas di scarico e ci ha portato a scegliere motori di ultima generazione in linea con la normativa europea Stage V. In Nord Europa i criteri di servizio sono diversi e consentono la ricarica delle batterie, l’ormeggio dura un’ora. In Italia il full electric funziona per i laghi alpini dove i tempi di ormeggio sono più lunghi. A Venezia, dove abbiamo ormeggi ogni 4 minuti, la tecnologia attuale delle batterie non è adeguata. Nei prossimi anni studieremo imbarcazioni full electric, ma ci vorrà almeno un lustro perché la tecnologia possa evolvere”.

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