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Il seatrade di miami

Crociere, passeggeri ancora in crescita. Le strategie dei big per ampliare la flotta

Alla fine dei conti la sfida più impegnativa per il settore delle crociere non sono i dazi. O le tensioni generate dalla politica. «E’ business as usual», normale amministrazione secondo Bud Darr, numero uno di Clia, l’associazione mondiale delle crociere

dal nostro inviato Simone Gallotti
2 minuti di lettura

Il palco e il pubblico del Seatrade di Miami

 

Miami - Alla fine dei conti la sfida più impegnativa per il settore delle crociere non sono i dazi. O le tensioni generate dalla politica. «E’ business as usual», normale amministrazione secondo Bud Darr, numero uno di Clia, l’associazione mondiale delle crociere.

È lui ad aprire la quarantesima edizione della principale fiera mondiale del settore e a certificare che i numeri sono sempre positivi: «Prevediamo che alla fine del 2025 i crocieristi saranno più di 37 milioni». In Italia, secondo i numeri di Cemar, si arriverà a 14,8 milioni di passeggeri, con il podio dei porti formato da Civitavecchia, Napoli e Genova. Non solo: quando tocca agli amministratori delegati delle compagnie raccontare lo stato di salute del settore - sul palco davanti a oltre 3.000 persone radunata nella grande sala della fiera di Miami, ci sono l’executive chairman di Msc Pierfrancesco Vago, il numero uno di Carnival Josh Weinstein, Jason Liberty, presidente e Ceo di Royal Caribbean e Harry Sommer, al vertice di Norwegian Cruise Line - anche dal punto di vista finanziario i primi tre mesi dell’anno sono andati «molto bene - spiega Weinstein - il livello raggiunto di profittabilità è molto alto. E sta continuando anche a marzo».

Non c’è una crepa di dubbio anche quando è inevitabile la domanda sui dazi: «La nostra industria è super resiliente» spiega sempre Weinstein. Il mercato europeo non fa eccezione. E anche sull’altra sponda dell’Atlantico il clima per le crociere è positivo: «Value for money, in Europa il mercato risponde bene» spiega Vago.

Le crociere, al confronto con le altre forme di turismo, offrono di più a un prezzo inferiore. È anche questo il segreto del successo del settore. Su questo concordano tutti e, per utilizzare l’espressione di Sommer «non saranno due giorni di Borsa in caduta a farci cambiare strategia». Sul fronte industriale invece qualche problema esiste.

Ed era stato proprio Vago a sottolinearlo qualche giorno fa durante l’inaugurazione del terminal crociere di Miami. Servono più slot, è necessario che i cantieri espandano la capacità produttiva, garantendo anche la costruzione di navi più grandi.

E ieri anche Liberty ha abbracciato questo ragionamento: «Dal lato dell’offerta si nota una grande fiducia da parte delle compagnie di crociera: stiamo gestendo il nostro business con una visione a lungo termine - ha detto il numero uno di Rccl -. Stiamo ordinando navi con sempre maggiore anticipo. Questo dimostra che stiamo pianificando il nostro business per il lungo periodo». Liberty ammette che la metà dell’attuale orderbook è fatto da unità sotto le 100 mila tonnellate, piccole rispetto ai colossi che possono arrivare al doppio.

E’ il collo di bottiglia della capacità dei cantieri, ma Carnival non è preoccupata. Le due navi Aida ordinate a Fincantieri sono da 4.200 passeggeri: «Non puntiamo a crescere solo per il gusto di crescere - dice Weinstein - Puntiamo alla migliore esperienza per gli ospiti e a un modello economico che ci faccia progredire. Non è una corsa agli armamenti solo per diventare più grandi».

L’altra sfida da vincere è quella delle isole private. «Non sottraggono passeggeri al resto delle destinazioni dei Caraibi» spiega Liberty. Anzi, la richiesta di queste destinazioni ha costretto el compagnie ad aumentare l’offerta di navi e di conseguenza anche la presenza dei passeggeri nelle altre tappe della crociere, è aumentata. Msc punta sul dialogo con le comunità che vivono sulla costa: «Dobbiamo dialogare con le comunità costiere per capire come possiamo migliorare l'esperienza» spiega Vago.

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