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Cold ironing, Genova ora accelera: energia in banchina entro fine anno

E il ministero definisce le linee guida per la gestione nei porti delle nuove tipologie di bunkeraggio

Alberto Ghiara
2 minuti di lettura

Navi passeggeri nel porto di Genova

 

Genova – La decarbonizzazione dello shipping deve affrontare a livello globale problemi di carattere strutturale, come la mancanza di combustibili sostenibili per le navi, che non sono ancora prodotti nelle quantità necessarie, l’insufficienza della rete di distribuzione nei porti e l’incertezza dei prezzi con cui saranno messi sul mercato. Ieri però, durante il convegno “Decarbonize shipping - I nuovi combustibili marini sostenibili”, ospitato dalla Capitaneria di porto di Genova, sono stati annunciati due passi avanti importanti per l’abbattimento delle emissioni nello scalo del capoluogo ligure. Al termine dell’incontro, il comandante del porto di Genova, Piero Pellizzari, ha firmato il regolamento che disciplina le operazioni di bunkeraggio di gnl ship to ship presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, tramite bettolina dedicata.

È una prima volta importante per un’operazione che finora in Italia poteva essere fatta soltanto alla Spezia. Il gnl o gas naturale liquefatto è considerato un combustibile di transizione, più pulito dei tradizioni prodotti fossili, ma non ancora sufficiente per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni fissato dall’Imo, l’organizzazione marittima delle Nazioni Unite, per il 2050. Sempre nel corso del convegno, i funzionari dell’Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale Emanuele Profice e Fabrizio Mansueto hanno annunciato per la fine del 2025 la conclusione dei lavori per la cabina elettrica che alimenterà il cold ironing nel porto storico. L’entrata in funzione della cabina consentirà nel 2026 l’alimentazione da banchina delle navi dei terminal passeggeri, grazie a una fornitura di energia di 60 megawatt. La nuova centralina sarà in futuro portata a una potenza di 132 megawatt e alimenterà anche i terminal container e multipurpose del bacino di Sampierdarena. La prima fase che si chiuderà nel 2025 è finanziata con 20 milioni di euro del Decreto Genova. La seconda fase, che nel 2026 chiuderà il cerchio delle connessioni in tutto il porto passeggeri, è finanziata con 32 milioni di euro del Pnrr.

Durante il convegno si è parlato anche di un futuro più lontano, che riguarda i nuovi combustibili marini a zero emissioni, come metanolo, ammoniaca e idrogeno, e anche dell’ipotesi nucleare. I nodi da sciogliere sono stati elencati da Mario Zanetti, presidente di Confitarma e ad di Costa Crociere: «Il primo nodo è la produzione, quindi la disponibilità, ma a prezzi competitivi. Perché la transizione per la riduzione delle emissioni, che tutti quanti supportiamo, non può essere a discapito della sostenibilità economica che poi diventa anche sociale. Quindi noi come Costa ma più in generale come Confitarma e Confindustria, guardiamo in modo importante ai carburanti alternativi, alla disponibilità e al supporto che deve essere dato sia al prezzo ma prima ancora alla produzione, quindi alla ricerca e sviluppo, anche usando i fondi Ets che paghiamo e che per natura devono tornare al settore».

Si sta muovendo anche il ministero delle Infrastrutture sul piano normativo. Il viceministro Edoardo Rixi nel suo intervento ha detto: «Abbiamo definito le nuove linee guida da dare a tutti i porti italiani sulla gestione delle nuove tipologie di bunkeraggio». Il testo arriverà nei prossimi giorni, al più tardi a inizio maggio e poi su questa base i vari porti faranno partire le ordinanze per renderlo operativo. Rixi ha ricordato che a fine anno partirà il traghetto Gnv Virgo sulla linea Genova-Palermo, alimentato a gnl, combustibile non ancora disponibile nei due porti.

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