Hyundai e Tui scommettono sull’idrogeno
Si apre una nuova frontiera per le crociere a basse emissioni
Matteo Martinuzzi
Una nave della Tui (foto d'archivio)
Monfalcone – La compagnia sudcoreana Hd Hyundai ha annunciato ufficialmente la firma di un accordo di sviluppo congiunto (Joint Development Project) con Dnv, ente norvegese di certificazione, e Tui Cruises, marchio premium leader del mercato tedesco. L’obiettivo è ambizioso: integrare celle a combustibile a ossidi solidi (Sofc) a bordo delle navi da crociera, aprendo una nuova frontiera nella propulsione navale a basse emissioni.
Il futuro delle crociere net zero potrebbe essere un generatore a bordo alimentato a idrogeno e capace di ridurre le emissioni a livelli mai visti prima. È questa la sfida che ha deciso di affrontare uno dei colossi mondiali della cantieristica navale come Hyundai. E per farlo ha scelto il cuore del mercato crocieristico europeo, da sempre tra i più esigenti in termini di sostenibilità e innovazione tecnologica.
Le crociere in Europa, in particolare nei mari del Nord e da poco nel Mediterraneo, sono soggette a regolamentazioni ambientali sempre più severe come le aree Eca (Emission Control Area) che impongono limiti stringenti sulle emissioni navali.
Le celle a combustibile Sofc (Solid Oxide Fuel Cell) rappresentano una delle tecnologie più promettenti nel campo dell’energia pulita per la navigazione. A differenza dei motori tradizionali, non richiedono combustione. Generano elettricità attraverso una reazione elettrochimica tra ossigeno e idrogeno o ammoniaca, con un’efficienza energetica molto più alta e un impatto ambientale estremamente ridotto.
Potrebbero così garantire zero emissioni di ossidi di zolfo e particolati, riduzione drastica dei NOₓ e della CO₂, nessun rumore, minime vibrazioni e una gestione termica che permette anche il recupero del calore residuo per usi secondari a bordo, come climatizzazione o acqua calda. Un sistema ideale per il mondo delle crociere, dove silenzio, comfort e attenzione alla sostenibilità sono elementi sempre più centrali.
Nel campo dell’utilizzo dell’idrogeno Fincantieri è decisamente all’avanguardia avendo già in produzione navi passeggeri che sperimenteranno questa tecnologia “green”: Hyundai probabilmente spera così di crearsi una finestra per entrare nel mercato delle navi da crociera sperimentando questa tecnologia che può aprire una nuova strada verso la decarbonizzazione del settore.
Hd Hyundai, attraverso le sue divisioni Ksoe (Korea Shipbuilding & Offshore Engineering) e Hd Hydrogen, coordinerà la progettazione tecnica e svilupperà le soluzioni integrate per la gestione del calore e l’eventuale cattura della CO₂ residua. Det Norske Veritas (Dnv) fornirà supporto normativo e ingegneristico, garantendo che ogni aspetto del progetto sia conforme agli standard di sicurezza marittimi e alle linee guida dell’Imo. Infine Tui Cruises, che già si distingue per le sue iniziative ambientali, offrirà i dati operativi delle sue navi e valuterà le prestazioni reali dei sistemi in contesti crocieristici concreti.
Il piano operativo è già avviato e la fase di studio durerà fino a febbraio 2026: il gruppo coreano punta a una prima applicazione dimostrativa entro il 2027, con l’ipotesi di una futura nave da crociera alimentata interamente a fuel cell. Con Tui Cruises alla ricerca di slot disponibili per nuove navi potrebbe esserci una futura partnership, ma è ancora presto per fare previsioni. Certo è che Tui ha oggi la reputazione di essere la compagnia con il più alto grado di sostenibilità delle sue navi e la sperimentazione di nuove tecnologie green rappresentano una continuità con la sua breve storia.
Secondo recenti studi, il mercato globale delle celle a combustibile Sofc è destinato a crescere del 40,7% l’anno fino al 2030, con una forte spinta proprio dal settore navale.
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