In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog

Vitelli: «Via da Ucina? Non lo escludo»

Genova - A pochi giorni dall’elezione del nuovo presidente di Ucina Massimo Perotti,un altro terremoto rischia di scuotere la Confindustria nautica, proprio dopo la recente uscita dall’associazione dei marchi Baglietto e Cerri, di proprietà dell’imprenditore Beniamino Gavio

Matteo Dell’Antico
2 minuti di lettura

Genova - A pochi giorni dall’elezione del nuovo presidente di Ucina Massimo Perotti, un altro terremoto rischia di scuotere la Confindustria nautica, proprio dopo la recente uscita dall’associazione dei marchi Baglietto e Cerri, di proprietà dell’imprenditore Beniamino Gavio. Questa volta potrebbe toccare ad un’altra azienda storica del settore, Azimut-Benetti, che fa capo ai Vitelli. Paolo, che oggi siede in Parlamento ed è stato al comando di Ucina dal 1999 al 2006, sta lasciando la guida dell’azienda nelle mani della figlia Giovanna, unico membro del consiglio direttivo dell’associazione che, venerdì scorso a Santa Margherita, non ha dato il proprio voto per l’elezione del nuovo presidente Massimo Perotti.

Partiamo dall’ultima assemblea di Ucina. Lei è l’unica persona che si è astenuta. Avrebbe preferito qualcun altro al posto di Perotti?

«Non condivido diversi aspetti portati avanti dal nuovo presidente. Ci sono idee che non mi piacciono e dei programmi nei quali non mi riconosco. Non potevo fare diversamente».

Questo significa che anche Azimut-Benetti potrebbe lasciare Ucina?

«Vedremo, tutto può succedere. Di certo il nostro non è un appoggio incondizionato».

State pensando di fare qualcosa di alternativo insieme a Gavio?

«Questa è l’unica cosa che mi sento di escludere. Anche se il caso Gavio è stato sicuramente gestito nella maniera sbagliata».

Cosa intende dire?

«Capisco certi formalismi (Gavio è stato escluso dal consiglio direttivo perché la domanda è arrivata in ritardo. ndr) ma l’associazione dovrebbe cercare di collaborare invece che pensare ad altri aspetti. E non è stato bello perdere un marchio storico come Baglietto».

Viste queste premesse, Azimut-Benetti sarà presente al prossimo Salone di Genova?

«Valuteremo cosa fare, considereremo i prezzi e tutte le questioni del caso. Poi decideremo se esserci oppure no».

Cosa ne pensa della nuova società I Saloni Nautici Spa creata da Ucina insieme a Fiera di Genova?

«Con un’operazione del genere la Confindustria nautica si sta legando a Fiera: c’è la possibilità che si crei un immobilismo che duri diversi anni».

Le conseguenze per il Salone quali potrebbero essere?

«Vuole la verità? Quella di Genova era una manifestazione prestigiosa che purtroppo negli tempi è talmente scesa in basso che ora rischia di diventare una semplice esposizione di importanza locale».

Facciamo un passo indietro. Perotti è stato per molti anni proprio con voi in Azimut. Ruggini del passato?

«Assolutamente no. Dico soltanto che di recente, quando comunque Perotti era vice presidente di Ucina prima dell’ultima nomina, è sempre stata fatta una politica miope. Si dovrebbe invece fare diversamente, aprire un dialogo con le istituzioni ed il mondo della politica. Oggi il nostro settore non è tenuto in considerazione».

Una curiosità: è vero che durante le consultazioni informali avrebbe garantito l’appoggio a Perotti per poi fare retromarcia nel momento del voto palese?

«Fesserie. Ho sempre portato avanti la mia linea di pensiero».

I commenti dei lettori