«Il Salone non perderà i finanziamenti»
Genova - Il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando: «Il Nautico non si discute». «Governo disposto a trattare. In ballo un milione e mezzo di euro, ma serve unità».
Matteo Dell’Antico
Genova - Il messaggio è chiaro: c’è ancora tempo per salvare Ucina e di conseguenza il Salone di Genova. L’appello a fare sistema invece è rivolto alle imprese che aderiscono alla Confindustria nautica, un’associazione che negli ultimi mesi ha vissuto una delle fasi più travagliate di tutta la sua storia. A farlo è Claudio Burlando, governatore della Regione Liguria, a distanza di qualche settimana dalle dimissioni di Massimo Perotti che ha lasciato la carica di presidente. E dopo che tre grandi marchi del settore, Azimut/Benetti, Ferretti e Baglietto, hanno tracciato, con un comunicato congiunto, le linee guida per una rinascita di Ucina.
Presidente, ha visto? Cosa ne pensa di tutta questa vicenda?
«Partiamo da un dato di fatto: ho parlato con il vice ministro Calenda. Mi ha detto che il governo può ancora sostenere il Salone di Genova. I fondi ci sono, parliamo di circa un milione e mezzo di euro. Basta solamente ritrovare la strada giusta e presentare un progetto credibile. Cosa che non è stata fatta nei mesi scorsi».
In che senso?
«Nell’ultimo periodo Ucina ha avuto diversi problemi, il presidente (Perotti, ndr) si è dimesso, non era mai successo. Ed è chiaro che se l’associazione è divisa questo si riflette anche sull’evento genovese».
Perotti ha puntato il dito contro le istituzioni locali. Che dice?
«Lo trovo buffo. Per il semplice fatto che questa è una partita che deve essere giocata soprattutto dal mondo imprenditoriale. Mi sembra che adesso sia necessario far fronte comune. Solo così si può uscire da questo momento delicato».
A proposito: che ne pensa del progetto tracciato da Azimut/Benetti, Ferretti e Baglietto?
«Ho visto, mi sembrano idee positive e capaci di ricompattare un intero settore. C’è un programma che coinvolge grandi e piccoli marchi e si parla della prosecuzione del Salone di Genova. Da parte della Regione Liguria c’è il massimo appoggio. Come sempre è stato, sia chiaro».
Cosa vuol dire?
«Ho dialogato con tutti, nessuno escluso. Per il bene di Genova, della Liguria e dell’intero settore. Chi negli ultimi anni è stato seduto sulla poltrona di Ucina non può dire di non avere avuto il sostengo della Regione».
Cosa dovrà fare il nuovo presidente della Confindustria nautica?
«Semplicemente essere un interlocutore serio e rappresentare tutte le aziende che operano a livello italiano in questo settore».
In questa vicenda sono stati fatti degli errori, è piuttosto evidente. Dove si è sbagliato?
«Alcuni problemi non sono stati affrontanti nella maniera giusta, su questo non ci sono dubbi. E tutto questo si è di conseguenza abbattuto anche sul Nautico. Ma se vogliamo tenere in piedi questa manifestazione dobbiamo metterci tutti quanti insieme, di nuovo».
Quindi bisogna ripartire dal Salone di Genova?
«Certamente, anche da quello. Stiamo parlando di un evento che è sempre stato un grande affare. Poi è arrivata la crisi, ci sono state grosse difficoltà».
E adesso?
«Dal mercato arrivano segnali di ripresa. I numeri non sono ancora quelli pre-crisi ma qualcosa si sta lentamente muovendo».
Lei è ottimista...
«C’è un partita da giocare. E da vincere. Sono stati fatti degli errori, ma il tempo a disposizione per sistemare le cose non manca. Mi auguro che Ucina possa ritrova un suo equilibrio interno, essere un’associazione che rappresenti grandi e piccoli marchi. Non penso di chiedere troppo».
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