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«Cantieri, Ferretti vuole crescere in Liguria» / INTERVISTA

Cannes - L’ad Galassi: «La Spezia è satura. Stiamo valutando alcuni siti, dobbiamo concludere in pochi mesi». Il manager: è giusto che il governo non dia più contributi al settore nautico diviso.

Dal nostro inviato Matteo Dell’Antico
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Cannes - «Stiamo cercando un nuovo cantiere, possibilmente in Liguria». A dirlo, a bordo di uno dei mega-yacht esposti al Salone di Cannes, è l’avvocato Alberto Galassi, numero uno di Ferretti. «Ormai - prosegue l’ad del gruppo romagnolo - siamo al secondo posto nel mondo tra le aziende che producono unità da diporto. I numeri del 2015 e di inizio 2016 ci danno ragione, le commesse aumentano. Per questo l’idea è quella di acquisire un altro stabilimento».

Avete già individuato un’area?

«Stiamo valutando: cerchiamo un sito medio-grande, speriamo di poter concludere l’operazione entro pochi mesi. Lo stabilimento della Spezia è ormai saturo, ci servono nuove aree. Chiaro, se non dovessimo trovare nulla che fa al caso nostro in Liguria guarderemo in altre zone d’Italia, vicino a dove già abbiamo cantieri navali operativi».

Siete pronti a sbarcare in Borsa nel 2017, o 2018?

«Non è una nostra priorità. Vogliamo rafforzare i brand del gruppo e far crescere la Ferretti Security and Defence, divisione lanciata da pochi mesi dedicata alla costruzione di unità militari. Il nostro pattugliatore sta riscuotendo un grande interesse».

Il ministro Carlo Calenda, ha detto che non darà più contributi pubblici al Salone di Genova se la nautica italiana resterà divisa in due associazioni. Che ne pensa?

«Sono d’accordo. Il governo ha ragione, siamo come cane e gatto. Quindi invito Calenda, almeno per il prossimo anno, a utilizzare i soldi per cose più importanti».

È una provocazione?

«Assolutamente no. Il comparto è spaccato, da una parte Ucina e dall’altra Nautica Italiana. La frattura pare insanabile e non è giusto che il governo si impegni a sostenere il Salone di Genova, così come altre manifestazioni di questo tipo, se i marchi che rappresentano il made in Italy non sono uniti tra loro. In Italia ci sono tante emergenze, tali finanziamenti potrebbero essere stanziati per questioni ben più urgenti. Pensiamo al terremoto che ha devastato una parte del nostro Paese: Ferretti metterà all’asta un modello Riva e devolveremo l’intero incasso ai territori colpiti dal sisma».

Ferretti fa parte di Nautica Italiana e quest’anno non parteciperà al Nautico di Genova organizzato da Ucina. Ma per la manifestazione genovese i fondi del Mise sono essenziali.

«Sarà anche così, ma la questione non riguarda solo Genova. Il governo deve chiudere i rubinetti fino a quando la nautica non tornerà ad essere unita. Mi riferisco più in generale ogni evento che viene organizzato sul territorio nazionale e chiede un sostegno agli enti pubblici. Basta finanziamenti, chi vuole organizzare una manifestazione lo faccia con i propri soldi, con quelli dei cantieri e degli sponsor».

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