Barcellona, i container viaggiano in treno
Genova - Primi frutti della politica intermodale spagnola. In dieci anni il trasporto ferroviario passa dal 2,5 al 13% del totale.
Genova - Sul traffico ferroviario si gioca il futuro dei grandi porti europei. Consolidati i rapporti con l’entroterra immediato, servito quasi esclusivamente su gomma, la possibilità di estendere bacino d’utenza oltre i 500 chilometri e, di conseguenza, i traffici viaggia su rotaia. L’Italia finora è rimasta al palo, come ha dimostrato il rapporto di Drewry di cui ha dato conto Il Secolo XIX e che sottolinea i numerosi colli di bottiglia che tengono i treni lontani dalle banchine. I porti dell’Europa settentrionale sono ancora i più convenienti per raggiungere il cuore del continente, nonostante l’allungamento del viaggio via mare.
Il traffico merci su rotaia non è mai stato una priorità per i governi italiani che si sono succeduti nelle ultime legislature. Diverso il discorso della Spagna. Va premesso che qui il gap da colmare è molto maggiore, l’arretratezza infrastrutturale di partenza non era paragonabile a quella, già pesante, italiana, anche a causa del differente scartamento dei binari rispetto allo standard continentale. Fino a pochi anni fa tutti i treni dovevano fermarsi alla frontiera con la Francia per eseguire il cambio. Ma il governo di Madrid ha capito l’importanza della sfida ferroviaria e negli ultimi anni ha fatto molto per colmare il divario, puntando ingenti risorse soprattutto sul cosiddetto “Corridoio mediterraneo”, il cui obiettivo è collegare i porti internazionali come Algeciras, Valencia e Barcellona ai mercati europei.
I risultati del porto di Barcellona indicano che il divario si sta assottigliando rapidamente. La percentuale di merce containerizzata che transita via treno dallo scalo catalano è quintuplicata nel giro di un decennio. Nel solo ultimo mese di febbraio 2016 la crescita del traffico merci su rotaia è stata del 38 per cento rispetto allo stesso mese del 2015, per un totale di 31.704 teu. Di questi, 16.677 teu sono entrati in porto destinati all’esportazione e 15.027 ne sono usciti in importazione verso i mercati spagnoli e europei. Anche il trasporto di auto via treno dalle banchine di Barcellona è cresciuto del 23 per cento nei primi due mesi di quest’anno rispetto a gennaio e febbraio 2015, con 43.127 veicoli (40.474 in esportazione e 2.653 in importazione).
Negli ultimi dieci anni, il peso del trasporto ferroviario a Barcellona è cresciuto in maniera esponenziale. Nel 2006 soltanto il 2,5 per cento dei container si muoveva via treno, oggi questa percentuale è salita al 13 per cento. Per quanto riguarda le auto nuove, la quota che viaggia via treno nello scalo catalano è salita da 36 al 43 per cento. E la quota è destinata a crescere ancora. Una data fondamentale che ha segnato questo cambiamento è il 21 dicembre 2010, quando è partito da Barcellona il primo treno merci a scartamento europeo diretto a una piattaforma logistica di Lione, in Francia. La tratta di circa 150 chilometri fra Barcellona e il confine francese inaugurata in quell’occasione è la prima a scartamento europeo sul corridoio mediterraneo, ma l’obiettivo è di arrivare fino ad Algeciras. Nel 2016 i finanziamenti del governo spagnolo a favore delle ferrovie sono di 5 miliardi di euro, aumentati del 5 per cento rispetto al 2015. E proprio ieri è stato annunciato che «se tutto va come deve andare, gli accessi ferroviari al porto di Barcellona saranno pronti nel 2018».
Il collegamento diretto fra le banchine del porto e la rete ferroviaria retroportuale sarà l’ultimo passaggio per potenziare la capacità ferroviaria dello scalo. L’annuncio è arrivato dopo la firma dell’accordo definitivo per dare via alla prima fase della costruzione degli accessi, che saranno finanziati a metà fra l’Autorità portuale di Barcellona e il ministero dello Sviluppo. Questa prima fase dell’accesso per le merci consisterà in un binario che scorrerà lungo il margine sinistro del fiume Llobregat. Inoltre sarà compreso un terminal di ricevimento e smistamento dei treni e un uno ramo di connessione con il terminal Can Tunis, per un investimento totale di 104 milioni di euro. Altri 36 milioni arriveranno dall’Unione europea. I porti spagnoli hanno superato per la prima volta nel 2015 i 500 milioni di tonnellate movimentate. A gennaio 2016 sono stati movimentati 40 milioni di tonnellate (+5,9 per cento), con Algeciras e Valencia ai primi posti, seguite da Barcellona e Tarragona.
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