Il Senato ha approvato la Legge quadro in materia di interporti, il testo torna alla Camera
Uir: “Passaggio fondamentale, ora misure concrete”. Basso (Pd): “Ma la legge nasce vecchia, manca di visione”
Alberto Ghiara
L'interporto di Guasticce (foto d'archivio)
Roma – Il Senato ha approvato la Legge quadro in materia di interporti, già licenziata dalla Camera ma modificata a Palazzo Madama. Il testo torna così a Montecitorio. Il dossier spiega che le finalità della norma sono valorizzare la rete degli interporti, "migliorare e incrementare l'efficienza e la sostenibilità dei flussi di trasporto", sostenere "il completamento delle infrastrutture per l'intermodalità previste per l'Italia nella rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), contribuire alla diminuzione dell'impatto ambientale delle attività di trasporto e di logistica, promuovere la sostenibilità economica, sociale e ambientale delle attività di trasporto e di logistica".
"Oggi il Senato ha approvato in seconda lettura la legge quadro in materia di interporti, di cui ho avuto l'onore di essere relatore. Si tratta di un provvedimento strategico, atteso da tempo, che pone le basi per una rete interportuale moderna, efficiente e sostenibile, in grado di sostenere la crescita economica del Paese e affrontare le sfide della logistica contemporanea". È quanto dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Etelwardo Sigismondi, relatore quest'oggi in aula. "La norma - spiega - punta a rafforzare l'intermodalità terrestre e a migliorare l'efficienza dei flussi logistici, creando connessioni strategiche su scala nazionale. Viene valorizzata la rete esistente degli interporti - già disciplinata dalla legge n. 240 del 1990 - e potenziato il collegamento con il sistema portuale, in un'ottica integrata e coerente con le reti infrastrutturali europee e con il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica".
Uir: “Ora tradurre i principi in misure concrete”
L'Unione interporti riuniti "accoglie con soddisfazione l'approvazione da parte del Senato della proposta di legge quadro sugli interporti", un "passaggio fondamentale" verso il superamento della legge del 1990 "ormai non più adeguata alle esigenze del settore". La proposta - sottolineano con una nota il presidente dell'associazione Matteo Gasparato e il vicepresidente vicario, Gianpaolo Serpagli - recepisce in larga parte la visione promossa dalla Uir, volta a dare al sistema interportuale italiano un assetto normativo moderno, ordinato e coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e intermodalità. Tra gli aspetti positivi, si segnala l'accoglimento di alcuni emendamenti proposti dall'associazione e i chiarimenti interpretativi emersi dopo un confronto con l'ufficio legislativo del ministero delle Infrastrutture.
"Tra le novità principali del provvedimento: il riconoscimento dei nostri impianti come infrastrutture strategiche del sistema Paese, la definizione di interporto, la semplificazione delle procedure, l'introduzione di criteri oggettivi per l'individuazione dei nuovi interporti - concepiti come hub sostenibili, dotati di impianti per energie rinnovabili e sistemi certificati di efficienza energetica - e una ricognizione dettagliata degli interporti esistenti, per aggiornarne e valorizzarne le funzioni". Per gli interporti, "in un contesto internazionale sempre più competitivo, questa legge rappresenta un'opportunità concreta per rafforzare il ruolo strategico dell'Italia nella logistica euro-mediterranea, valorizzando una rete che già oggi vede sei interporti italiani tra i primi quattordici in Europa.
La Uir "auspica ora una rapida conclusione dell'iter parlamentare alla Camera e l'avvio di una fase attuativa che sappia tradurre efficacemente i principi della legge in misure concrete, capaci di sostenere lo sviluppo, la sostenibilità e l'equilibrio territoriale del sistema interportuale nazionale".
Basso (Pd): "Ddl Interporti miope e senza strategia”
"Il provvedimento sugli interporti è del tutto inadeguato: nasce vecchio, ignora l'innovazione tecnologica, non investe sul lavoro, sulla sostenibilità né sulla coesione territoriale". Lo ha detto il senatore Lorenzo Basso (Pd), vicepresidente VIII Commissione, intervenendo in Aula a Palazzo Madama. "Quella che avrebbe potuto essere una svolta per il sistema logistico nazionale, si è trasformata in una legge miope, sbagliata nei contenuti e pericolosa negli effetti. Si affrontano realtà complesse e diverse con un'impostazione rigida e centralistica, che rischia di inceppare l'intermodalità anziché svilupparla. Gravissima, poi, la norma - ha sottolineato Basso - che apre alla privatizzazione del patrimonio pubblico interportuale senza alcuna garanzia di trasparenza o controllo democratico".
"Nessun piano per colmare i divari territoriali, nessuna attenzione alla qualità del lavoro, nessuna visione sul futuro del sistema logistico. Il Partito democratico voterà contro, ma continuerà a lavorare per una logistica moderna, giusta e sostenibile, davvero utile al Paese", ha concluso.
Fregolent (Iv): “Legge quadro su interporti inutile”
"Con i finanziamenti del Pnrr, avremmo potuto ristrutturare un settore, quello dei porti e degli interporti, che è importantissimo per il Paese. E invece le varie infrastrutture, ferrovie, autostrade, porti, viaggiano su strade parallele e non si parlano tra loro. La digitalizzazione è al palo, i soldi non sono stati spesi. Una legge inutile. Al ministero interessano solo le nomine e non far funzionare le infrastrutture". Lo ha detto la senatrice di Italia viva, Silvia Fregolent, annunciando il voto contrario del gruppo alla legge quadro sugli interporti. "Avevamo presentato pochi emendamenti, puntuali e non ideologici. E invece un generico no li ha bocciati tutti, la richiesta di interloquire su una materia cruciale per l'Italia è stata respinta al mittente. Per questo non possiamo che dire no", ha aggiunto Fregolent.
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