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Terzo valico, Bagnasco: «Opera indispensabile»

Genova - «Genova è il porto dell’Europa» e la città «deve dimostrare nei fatti che l’Italia non può fare a meno di lei».

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mezzobusto 

Genova - «Genova è il porto dell’Europa» e la città «deve dimostrare nei fatti che l’Italia non può fare a meno di lei». Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, durante il Te Deum. Il cardinale ha parlato «dello sbocco veloce oltre le colline» come di «un volano indispensabile perché Genova non sprofondi. Isolarsi è un suicidio», riferendosi al Terzo valico. «Poter comunicare più velocemente di altri significa avere una carta in più per concorrere nei mercati internazionali e intercontinentali» ed «è necessario affrontare questa sfida». Per fare ciò, ha sottolineato il cardinale, «la via maestra è quella di parlarci a cuore aperto, con intelligenza senza preclusioni, avendo come unico interesse il bene della gente, e quindi della città». «Qualunque tavolo ha senso, se tutti coloro che vi partecipano vogliono capire la complessità della situazione, il disagio che causa, la disperazione e i pericoli economici e sociali». Per il cardinale bisogna «portare un contributo non ideologico ma di conoscenza. Bisogna lasciar cadere ogni forma di presunzione e di arroganza, atteggiamenti che allontanano dalla realtà, dai veri problemi della gente. Altra tentazione è quella di demonizzarsi a vicenda: è proprio vero - ha domandato - che, ad esempio, il pubblico è solo male e il privato è solo bene o viceversa?».

Dalle grandi opere per il rilancio della città al lavoro. «Gli indicatori ci dicono che alcuni segnali di ripresa ci sono anche nella nostra città, ma alcune rondini non fanno primavera e il freddo economico e occupazionale è ancora molto pungente», ha detto l’arcivescovo. Il porporato ha parlato di «esempi virtuosi ammirevoli di lavoratori e imprenditori, che da anni fanno ogni ragionevole sacrificio per non licenziare» nonostante i quali però «continua l’indebolimento lavorativo. La tecnologia è indispensabile, ma certe manualità non sono ancora sostituibili, si imparano sul posto, si tramandano come un patrimonio che non si apprende dai libri». Poi Bagnasco si è chiesto: «Perché Genova da decenni è progressivamente spogliata del tessuto produttivo che, insieme al porto, costituisce da sempre l’architettura lavorativa e sociale?». «È difficile attribuire questo processo solo alla crisi e alla globalizzazione - ha risposto - poichè il fenomeno, che assomiglia ad una incomprensibile strategia, viene da lontano nel tempo. Esiste, mi chiedo, una visione di lungo respiro, oppure vince l’obiettivo immediato di tappare i buchi, pensando che domani qualcosa succederà?». Poi il cardinale ha parlato della visita di Papa Francesco a Genova, prevista il 27 maggio. «È un grandissimo onore per la nostra Chiesa e per la Città, ma anche per la Liguria. In poco più di 30 anni, Genova è stata visitata dai Papi per quattro volte».

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