Singapore punta sul platooning
Genova - Progetto di Psa con Scania e Toyota. Dal 2019 i terminal dello scalo saranno serviti da convogli senza autista.
Alberto Ghiara
Genova - Al principio degli anni 2000 Singapore e Hong Kong si contendevano la palma di principale porto mondiale per i container. Dal 2010 al primo posto si è però stabilmente insediato lo scalo cinese di Shanghai, mentre i due concorrenti hanno via via perso posizioni. Hong Kong nel 2016 è sceso addirittura sotto i 20 milioni di teu, livello che non raggiungeva dal 2002. Ma anche Singapore fatica a riprendersi: nel 2015 la movimentazione di container è diminuita dell’8,7 per cento, da 33 a 30 milioni di teu, cifra quest’ultima confermata anche nel 2016. Per reagire a questa stagnazione la città-Stato ha deciso di puntare su un’automazione ancora più spinta rispetto a quella già oggi molto elevata che caratterizza le proprie banchine. Dalla fine del 2019 i terminal dello scalo, distanti fra loro anche decine di chilometri e collegati da autostrade, potranno usufruire di un servizio di platooning, ossia di convogli di camion che viaggiano senza autista. E’ quanto prevede un progetto portato avanti dal ministero dei Trasporti di Singapore assieme al terminalista Psa, che hanno coinvolto anche i produttori di automezzi Scania e Toyota Tsusho.
«Il difficile momento economico - spiega il ceo di Psa, Tan Chong Meng - continuerà probabilmente nel 2017, ma questo non è tutto. Potremo assistere a ulteriori cambiamenti nel sistema portuale favoriti dalla convergenza fra lenta crescita del mercato, nuove tecnologie e nuove occasioni di business. Il rapido consolidamento nel settore delle compagnie marittime portacontainer porterà incertezze, ma anche opportunità. L’offerta di servizi marittimi e prodotti rinnovati colpirà il settore e comporterà aggiustamenti e adattamenti da parte sia degli operatori terminalistici sia di giocatori grandi e piccoli della catena di distribuzione globale». Il progetto di platooning camionistico prevede che un camion guidato da un autista in carne e ossa preceda un convoglio di altri mezzi senza conducente. Psa attribuisce la necessità di questa innovazione alla mancanza di forza lavoro disponibile, il che significa che i camion automatizzati sono più convenienti rispetto allo stipendio di un camionista. Inoltre per Psa il platooning permetterà anche di movimentare più merce durante la notte e di ridurre la congestione durante il giorno.
Il ruolo di Scania e Toyota sarà di sviluppare tecnologie che permettano agli automezzi di muoversi in colonna, seguendo il primo mezzo, e anche la piena automazione del processo di carico e scarico dei container dai camion. Il progetto si svilupperà in due fasi nel corso di tre anni da gennaio 2017 a dicembre 2019. Durante la prima fase, che terminerà dopo circa un anno, ci si concentrerà sulla progettazione, la prova e lo sviluppo della tecnologia per automatizzare i convogli di camion, adattandola alle condizioni locali di Singapore. In seguito una prova verrà svolta da Scania e Toyota nei loro centri di ricerca in Svezia e Giappone. Psa e il ministero selezioneranno una delle due aziende che porterà avanti il progetto nella seconda fase. Questa prevede ulteriori prove per affinare lo sviluppo della tecnologia per il platooning. Le prove verranno condotte lungo un tratto di 10 chilometri della West Coast Highway, un’autostrade di Singapore che unisce i terminal di Brani e di Pasir Panjang. In seguito verrà incluso anche il tratto fra Pasir Panjang e Tuas, dove dallo scorso aprile 2016 è in costruzione un nuovo mega-porto. Il porto di Tuas verrà costruito in quattro fasi nel corso di trent’anni. La prima fase sarà conclusa nel 2020 e aggiungerà allo scalo di Singapore una capacità di 20 milioni di teu. Complessivamente il porto di Tuas avrà, al termine della quarta fase dei lavori, una capacità di 65 milioni di teu. A quel punto tutto il traffico portuale verrà concentrato qui.
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