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Divaccia-Capodistria a 160 all’ora / L’ANALISI

Roma - In quest’ultimo anno in Slovenia sta tenendo banco la discussione sul potenziamento della linea ferroviaria Divaccia - Capodistria. Il progetto, a causa dell’elevato costo, è diventato ostaggio dello scontro politico tra maggioranza e opposizione

Michele Del Vescovo*
2 minuti di lettura

Roma - In quest’ultimo anno in Slovenia sta tenendo banco la discussione sul potenziamento della linea ferroviaria Divaccia - Capodistria. Il progetto, a causa dell’elevato costo, è diventato ostaggio dello scontro politico tra maggioranza e opposizione. Basti pensare che sono si sono tenuti diversi referendum per fermare il progetto. Ultimo in ordine temporale è stato quello di maggio 2018 che è andato deserto per mancato raggiungimento del quorum.

Spostare però l’attenzione sul progetto in sé, estrapolandolo dal dibattito politico sloveno. L’iniziativa di Lubiana si inserisce all’interno di un quadro più ampio di quello nazionale che è quello europeo. Il potenziamento della linea rientra tra gli interventi volti al miglioramento del Trans European Network Transport, meglio noto con l’acronimo Ten-T. Da qui al 2030 e poi al 2050 tutti gli stati membri dell’Unione sono chiamati a realizzare quegli interventi necessari ad assicurare la continuità della rete infrastrutturale europea, creando i collegamenti dove mancanti e potenziando quelli presenti. Questa rete garantisce il funzionamento del sistema

logistico del Vecchio Continente. Uno dei principi costituenti dell’Unione è infatti la libera circolazione di merci e persone, ed è perseguendo questo principio che si intende continuare a crescere. Anche l’Italia sta lavorando a diverse opere lungo i corridoi che la attraversano come la galleria Torino - Lione sul percorso Mediterraneo e la galleria base del Brennero sul corridoio Scandinavo - Mediterraneo; opere che spesso, come sta accadendo in Slovenia come in Italia, sono oggetto del dibattito politico.

La Slovenia è attraversata da due dei nove corridoi di cui si costituisce la rete; il corridoio Baltico - Adriatico e il corridoio Mediterraneo. Il Paese ha infatti una posizione geografica molto favorevole in quanto confina a Ovest con l’Italia, a Nord-Ovest con l’Austria, a Est con l’Ungheria, a Sud-Est con la Croazia e affaccia sul Mar Adriatico. Il primo corridoio nasce in Polonia, prosegue attraverso Repubblica Ceca, o in alternativa per la Slovacchia, poi in Austria, in Slovenia appunto, e si esaurisce in Italia. Il secondo, quello Mediterraneo, collega la Spagna con l’Ungheria, attraversando in ordine Francia, Italia e Slovenia. Il paese rappresenta un crocevia per gli scambi commerciali da Ovest a Est e da Nord-Est a Sud-Ovest. Scambi che contribuiscono a generare circa un terzo del prodotto interno lordo sloveno. I principali interlocutori commerciali del Paese sono la Germania, con livelli pari al 16% sia per le esportazioni che per le importazioni, e l’Italia, con valori che si attestano al 12% per l’export e al 15% per l’import. Seguono Austria e Croazia con valori inferiori.

Dal potenziamento della linea ferroviaria Divaca - Koper trarranno vantaggio entrambi i corridoi che attraversano il Paese. Il tratto interessato dall’intervento è quello che collega il porto di Koper con il resto del Paese. Attualmente il tratto è lungo 44,3 chilometri. L’obiettivo è quello di accorciarlo portandolo a una lunghezza complessiva di 27 chilometri costruendo sette gallerie lungo l’attuale percorso. Così facendo saranno eliminati i colli di bottiglia lungo il tragitto che ne limitano le potenzialità. È stato stimato che una volta terminati i lavori, il numero dei treni che quotidianamente percorreranno la linea salirà da 90 a 220 e la velocità media di percorrenza passerà da 75 a 160 chilometri orari. Il progetto ha un costo stimato pari a un miliardo di euro che sarà in parte finanziato con fondi europei e in parte con risorse statali. Il governo sloveno ha ricevuto uno stanziamento pari a 109 milioni di euro da parte dell’Innovation Network Executive Agency (Inea) e una sottoscrizione di 200 milioni di euro da parte dell’Ungheria, che come abbiamo visto, è interessata dal corridoio Mediterraneo.

Per concludere questo è un progetto ambizioso che richiederà diversi anni per essere portato a compimento. Ha trovato già diversi ostacoli in fase di avvio e altri ne troverà nel prosieguo ma una volta terminati i lavori la linea incrementerà il flusso di merci in entrata e in uscita dal Paese e il numero di scambi lungo le direttrici europee. Spesso si tende a non comprendere l’utilità delle grandi opere e a sottostimarne i benefici ritengo a causa della nostra orizzonte temporale limitato. La realizzazione di queste opere e i relativi ritorni travalicano l’orizzonte temporale del lungo periodo e quindi abbiamo difficoltà a coglierne la portata: questi sono più che altro regali che si fanno oggi per le generazioni future.

*Logisitcs & Supply Chain

/TW: @Micheledelvesc
/ Website: micheledelvescovo.it

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