«Fondi dalla Tav per la Genova-Marsiglia»
Genova - L’Alta velocità ferroviaria spostata dai monti al mare per salvare l’alleanza gialloverde e non fare marcia indietro sui corridoi europei. È la strategia leghista su alcune delle grandi opere più discusse del Paese, a partire dalla Tav Torino-Lione
E. Ros.
Genova - L’Alta velocità ferroviaria spostata dai monti al mare per salvare l’alleanza gialloverde e non fare marcia indietro sui corridoi europei. È la strategia leghista su alcune delle grandi opere più discusse del Paese, a partire dalla Tav Torino-Lione.
L’ha esposta ieri a Genova, ad un convegno su “Opere pubbliche ed emergenza” , il viceministro leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi. «Premesso che io sono per le grandi opere senza esitazioni - ha spiegato il vice di Danilo Toninelli - bisogna riconoscere che in passato ne sono state avviate alcune rivedibili. Un esempio è la Torino Lione, che non entrerà in funzione prima del 2030». Troppo lontano nel tempo, per Rixi, che in tema di collegamenti con la Francia preferisce l’uovo oggi alla gallina domani: «La Tav deve andare avanti, ma potremmo liberare risorse per altre linee di alta velocità». Due su tutte: la Genova-Milano e la Genova-Marsiglia. «Noi contiamo di avere il Terzo Valico, che andrà avanti - ribadisce Rixi - nel 2022. A quel punto Ferrovie deve accelerare sul quadruplicamento dei binari tra Milano e Pavia, per completare il collegamento, invece l’ha messo in programma dal ‘25». E sulla linea della costa, che è inserita nel corridoio strategico Ten-T Genova-Marsiglia, per Rixi serve un investimento da due miliardi: «Se noi facciamo come i francesi, un “revamping” della linea attuale per l’alta velocità in Piemonte, possiamo liberare due miliardi per completare il raddoppio ferroviario nel Ponente ligure (che costa 1,5 miliardi) e anche ammodernare certe linee piemontesi per il turismo come la Torino-Courmayeur che va ancora a diesel». Un risiko dei trasporti a cui Rixi sta lavorando da un po’ e che avrebbe il pregio (dal punto di vista politico) di accontentare anche gli alleati del M5S che la Tav la vorrebbero proprio cancellare. Ma non ci pensa solo Rixi: l’idea di un corridoio ferroviario “del sud” tra Spagna e Italia ha fatto breccia, recentemente, anche al Parlamento Europeo: Bruxelles ha approvato l’emendamento dell’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini che inserisce in quel corridoio anche la tratta Genova-La Spezia. «Abbiamo vinto la battaglia» ha esultato l’onorevole, ma la portata dell’impresa è superiore: a Bruxelles è stato messo nero su bianco che il corridoio Mediterraneo è pronto al raddoppio. E forse si sta già preparando anche l’alternativa alla Tav in caso Roma decidesse di non costruire la Torino-Lione, con un passaggio più a Sud che attraversa la Liguria.
L’ingresso nella serie A delle opere europee del collegamento ferroviario tra il capoluogo e il Levante ligure, è una sorpresa, ma ha un senso solo se l’altro pezzo di ferrovia della Liguria, quella tra Genova e Ventimiglia, sarà inserita nelle reti Ten-T (i corridoi strategici). Di questo hanno parlato anche il ministro Toninelli e la commissaria europea ai trasporti, Violeta Bulc, quando questa era venuta a Genova lo scorso ottobre, per vedere di persona la devastazione del Ponte Morandi. Per agganciare il resto del Corridoio europeo mancherebbe però anche la tratta francese, quella verso Nizza e poi Marsiglia. Nel documento approvato ieri dal Parlamento Ue c’è già anche questa tratta. Non è un caso che i deputati francesi (popolari, socialisti, conservatori e liberali) abbiano sostenuto l’emendamento del collega italiano Salini. Come se Parigi si stesse preparando al bypass alla Torino-Lione, sulla quale lo stesso presidente Macron aveva imposto una “pausa” per liberare finanziamenti. Che sia lo scenario in vista anche per l’Italia?
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