Genova, dossier autoparco verso una soluzione

Per superare i rallentamenti sulle autostrade è stato confermato l’impegno a anticipare l’orario di apertura del porto, ma questo richiederà la copertura dei costi extra

Camion nel porto di Genova

di Alberto Ghiara

Genova - Gli autotrasportatori hanno lanciato un grido d’allarme sull’emergenza infrastrutture in Liguria, che si sta estendendo anche ad altre regioni d’Italia. Per questo è stata lanciata, fra l’altro, l’idea di un surcharge destinato a coprire i costi extra di questa emergenza. A questo grido d’allarme ha risposto il presidente di Confetra Liguria, Alessandro Laghezza. Il problema, riconosce Laghezza, è «come supportare l’autotrasporto in un momento particolarmente critico». Laghezza ha denunciato i rischi che una «sottovalutazione dei problemi, oggi di sopravvivenza, dell’autotrasporto potrebbe porre all’intero sistema logistico e in definitiva economico italiano». Tuttavia, Confetra Liguria rigetta la richiesta di far pagare al mercato, con un surcharge, i costi che si sono venuti a determinare e parla di una «impossibilità di recuperare dal mercato i danni e i maggiori costi derivanti dalla crisi infrastrutturale e non solo da quella». Insomma, la questione è chi dovrà intervenire. Se Trasportounito, che ha lanciato la proposta del surcharge, intende andare avanti nelle sue richieste, una risposta ai problemi di congestione del porto ha cercato di darla, al livello più ampio richiesto anche da Laghezza, una riunione che si è tenuta la scorsa settimana a Genova, ospitata dall’Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale e a cui hanno partecipato il presidente della Regione, Giovanni Toti, con l’assessore allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti, il sindaco di Genova, Marco Bucci, il presidente e il segretario generale dell’Authority, Paolo Signorini e Marco Sanguineri, e rappresentanti di autotrasportatori (aziende e sindacati), spedizionieri, agenti marittimi e terminalisti.

Per superare i rallentamenti sulle autostrade è stato confermato l’impegno a anticipare l’orario di apertura del porto, ma questo richiederà la copertura dei costi extra. Da un lato, l’Authority chiederà al ministero la possibilità di utilizzare i ristori per l’autotrasporto per incentivare l’arrivo anticipato dei camion, dall’altro si chiederà anche che i costi siano sostenuti anche dalla società autostradale Aspi. Intanto Toti, nella sua qualità di commissario, si è impegnato a bonificare i ristori per il 2019, una volta arrivata la relazione dall’Authority. Ancora, il sindaco Bucci ha confermato la partenza di dieci gare relative a opere per migliorare la viabilità portuale, per separare il traffico commerciale da quello urbano. Fra queste opera, per gli autotrasportatori sono particolarmente importanti il parcheggio per i camion di Ponente, il secondo ponte sul Polcevera, l’allungamento della soprelevata portuale. In assenza di ricorsi, i lavori partiranno a breve. «Per noi - afferma Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito - è molto importante il viadotto per unire il casello di Genova Aeroporto con la strada della Superba, la cui mancanza ci costa una grande perdita di tempo». Intanto vanno avanti i progetti per l’autoparco, sul breve periodo (questa settimana verranno assegnati da Società per Cornigliano 30 mila metri quadrati alle spalle di villa Bombrini, per ospitare per 36 mesi circa 200 veicoli dopo la chiusura di Campi a fine mese) e su quello lungo, con l’assegnazione finale di un autoparco, forse nell’area ex-Ilva, se Arcelor non dovesse occupare più tutta l’area. «Siamo soddisfatti - chiosa Tagnochetti - della rapidità a risolvere la chiusura di Campi».

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