Guida autonoma, il mercato si concentra sul trasporto su gomma

"Le applicazioni dedicate al mondo del trucking saranno tra le prime ad essere protagoniste sul mercato basandosi sulla nuova tecnologia – spiega Chris Urmson, che ha guidato il team Google dedicato al self-driving e adesso è Ceo di Aurora, una società specializzata nella produzioni di mezzi autonomi"

di Elisa Gosti

Genova - Lo sviluppo della tecnologia autonoma su strada riguarderà prevalentemente il mercato dei mezzi pesanti e, quindi, quello del traffico commerciale. È in questo segmento – secondo quanto sostengono gli analisti del settore - che la nuova tecnologia di self-driving compierà la sua più veloce penetrazione. In questo ambito si verificherà il più significativo sviluppo del business. "Le applicazioni dedicate al mondo del trucking saranno tra le prime ad essere protagoniste sul mercato basandosi sulla nuova tecnologia – spiega Chris Urmson, che ha guidato il team Google dedicato al self-driving e adesso è Ceo di Aurora, una società specializzata nella produzioni di mezzi autonomi – Si tratta di una questione economica. Aurora sta sviluppando un sistema in grado di funzionare al 100% in autonomia che potrà essere applicato sia alle automobili dei privati sia ai camion. Tuttavia bisogna sottolineare che l’applicazione di questo sistema potrebbe comportare un aumento considerevole del costo del veicolo, pari a decine di migliaia di dollari. Questo aspetto non lo rende adatto alle auto individuali ma fa in modo, invece, che possa interessare gli operatori che gestiscono flotte, grazie alle efficienze che ne possono derivare".

A questo proposito i produttori di camion stanno esplorando come i nuovi sistemi possano essere applicati in tempi brevi. A dichiararlo è Darren Gosbee, vicepresidente dell’ingegneria avanzata della Navistar. In particolare si stanno svolgendo approfondimenti relativi alle operazioni hub-to-hub e a quelle dock-to-dock. "Nel primo caso – spiega Gosbee – l’autista imposterebbe il veicolo, connettendo il trailer e facendo un’ispezione, dopodiché lascerebbe il mezzo. Il camion quindi si avvierebbe ed effettuerebbe il viaggio, dalla partenza alla destinazione, dove poi si fermerebbe e dove un altro autista lo prenderebbe in carico. Nel secondo caso, “dock-to-dock” il trasporto, invece, si intende pienamente autonomo, senza alcun intervento umano". Gosbee tuttavia specifica: "Per far sì che questo sistema possa essere operativo occorre che ci siano una serie di condizioni compatibili: i depositi devono necessariamente essere adiacenti agli accessi autostradali, senza necessità di attraversare strade trafficate e tutti percorsi devono essere accuratamente tracciati e monitorati. Non si tratta di un lavoro semplice". Su questo punto sono intervenute anche molte aziende che stanno sviluppando il business nel settore: "Bisogna anche tener conto delle condizioni meteorologiche per far sì che i trasporti possano essere effettuati in tutte le situazioni" ha dichiarato Plus.ai, una startup di Cupertino altamente specializzata in questo ambito. Allo stato attuale tutte le tecnologie di guida autonome attivate prevedono l’intervento di un cosiddetto “safety driver” che assume il controllo del mezzo quando necessario. Il settore, tuttavia, punta alla completa autonomia e conta di poter mettere a punto un sistema affidabile entro il prossimo anno. Con molta probabilità i veicoli autonomi debutteranno in prima istanza nelle aree dove sono presenti specifiche condizioni. L’inserimento deve essere graduale per dare un risultato efficace: "Più sono le decisioni che un robot deve prendere, più è difficile progettarlo e più il prodotto diventa costoso" spiega Michael Ramsey, senior research director presso la Gartner. I vantaggi dell’introduzione di veicoli autonomi, soprattutto in alcuni settori, sono evidenti. In particolare in termini di sicurezza. Ma gli scettici ancora non sono convinti. Le variabili in gioco sono molte: ci sono questioni legate a cambiamenti in termini di legislazione e di gestione ambientale. Se in alcuni settori l’avvento di questa nuova modalità sembra più certa, l’uso diffuso della tecnologia autonoma rimane una chimera. Elisa Gosti

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