Sciopero nazionale di due giorni di tutto il settore delle autostrade

In pieno esodo estivo con traffico da bollino nero, il 9 e il 10 agosto

Roma - Sciopero nazionale di due giorni di tutto il settore delle autostrade il 9 e 10 agosto. In pieno esodo estivo con traffico da bollino nero. Lo hanno proclamato Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl Viabilità e Sla Cisal, denunciando la situazione «critica» in cui versa il comparto, tra relazioni industriali inesistenti ed eccessivo ricorso alla cig. Situazione aggravata ulteriormente dalla pandemia ma anche dalla vicenda Aspi, che preoccupa i sindacati per l'incertezza e le «criticità» ancora da sciogliere. Lo sciopero nazionale di 4 ore del personale delle autostrade interesserà, nella giornata di domenica gli addetti all'esazione ai caselli, e lunedì il personale tecnico amministrativo. La protesta, annunciata nel corso di una video conferenza per fare il punto sulla situazione in cui versa il settore, è stata una scelta «non facile» ma «ormai ineludibile», spiegano i segretari nazionali di Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl Viabilità e Sla Cisal (Cristina Settimelli, Marco Verzari, Paola Avella e Roberto Moroni): «Il settore sta vivendo come tutti un momento gravissimo», ma con un sistema di relazioni industriali «carente e a volte inesistente», sottolineano i sindacati denunciando la situazione venutasi a creare con le Associazioni datoriali Fise Acap e Federreti e con le dirigenze aziendali dei concessionari.

«La situazione era talmente critica che non potevamo non dare una risposta», puntualizzano i rappresentanti dei lavoratori, che alla base della protesta indicano il ricorso eccessivo alla cassa integrazione e le modifiche unilaterali a orari e turni di lavoro rispetto alle previsioni del contratto nazionale, che in alcune concessioni hanno avuto conseguenze sul servizio agli utenti. Situazione aggravata dall'emergenza pandemia, che ha penalizzato occupazione e redditi del settore, dall'incertezza per l'assegnazione delle concessioni scadute, e dalla situazione di Aspi. Proprio sul dossier della maggiore concessionaria del Paese, i sindacati vedono una situazione «ancora molto incerta» ed esprimono preoccupazione anche per la mancata interlocuzione con il Governo: la soluzione pubblica è «migliore della revoca», osservano, ma «va attenzionata e governata - avvertono- perché rimane una serie di criticità». Proprio Aspi è però anche l'occasione per riportare l'attenzione su tutto il comparto. Oltre allo sciopero, i sindacati chiederanno anche un confronto abbastanza rapido con il Governo: «Le partite aperte sono tante, non c'è solo il tema di Aspi. Però quella vicenda sicuramente ci aiuta a mettere i riflettori su un sistema che per alcuni anni non è stato abbastanza attenzionato».

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