Gli interporti compiono 30 anni

Roma - Il 4 agosto del 1990 vedeva la luce la legge che istituiva gli interporti italiani. Per celebrare questo anniversario, la Uir, l'associazione che riunisce i 23 interporti Italiani, ha consegnato al sottosegretario ai Trasporti, Salvatore Margiotta, una bozza di disegno di legge di riforma della materia. Tra i principali punti ipotizzati, anche l'istituzione di un comitato nazionale per la logistica e l'intermodalità

Roma - Il 4 agosto del 1990 vedeva la luce la legge che istituiva gli interporti italiani. Per celebrare questo anniversario, la Uir, l'associazione che riunisce i 23 interporti Italiani, ha consegnato al sottosegretario ai Trasporti, Salvatore Margiotta, una bozza di disegno di legge di riforma della materia. Tra i principali punti ipotizzati, anche l'istituzione di un comitato nazionale per la logistica e l'intermodalità, necessario per armonizzare e regolamentare la materia: «Durante l'emergenza coronavirus il settore della logistica nel suo complesso ha tenuto benissimo, e seppur con sacrificio, ha consentito al Paese di andare avanti. Tra i settori della logistica vi è certamente quello degli interporti, che nei 30 anni successivi alla legge ha dimostrato sì luci e ombre, ma con punte di eccellenza sia italiane che europee. Diventa necessario oggi ripensare la legge, attualizzarla, o per iniziativa parlamentare o del governo, per riordinare e rilanciare un settore che può essere centrale anche in questa nuova fase dell'economia» ha dichiarato Margiotta ricevendo presso il ministero dei Trasporti, in occasione del trentennale, una delegazione della Uir. «A distanza di 30 anni dalla legge istitutiva, gli interporti italiani, chiedono che finalmente si metta mano ad una legge di riordino degli interporti, che metta l'Italia al passo con gli altri Paesi europei», sottolinea il presidente degli interporti italiani, Matteo Gasparato, nonché presidente dell'Interporto di Verona.

Pur potendo esprimere ancora notevoli potenzialità, la rete interportuale rappresenta oggi in Italia circa il 40% del valore aggiunto rispetto a quello attivato da tutte reti nazionali della logistica, compreso il mare. Complessivamente gli interporti dispongono di circa 32 milioni di metri quadrati di aree e magazzini al servizio della logistica e movimentano circa 65 milioni sono le tonnellate movimentate, con oltre 46 mila i treni partiti/arrivati all'anno. L'emergenza sanitaria dal coronavirus può rappresentare una grande opportunità per il settore logistico intermodale e per la rete degli interporti italiani. Se in piena pandemia il sistema della circolazione delle merci non ha collassato lo si deve anche perchè è stato puntellato dalla rete delle strutture intermodali e interportuali che hanno continuato a garantire l'operatività: «È innegabile - sottolinea Gasparato - che il settore del trasporto merci e gli snodi logistici transnazionali hanno mostrato, in questo contesto emergenziale mondiale, tutta la loro valenza strategica, anche e soprattutto per la dimensione europea che interpretano nello scenario italiano».

Questa fase di programmazione della ripresa è quindi la grande occasione per riformare e modernizzare la rete italiana degli interporti: «Per cui diventa necessario - come ha confermato la fase emergenziale - riconoscere che la Logistica e gli Interporti primari e strategici a livello paese sono e svolgono servizi essenziali» così come peraltro riconosciuto anche da alcune recenti sentenze.

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