De Rosa: "Smet cresce e assume in Liguria" / IL COLLOQUIO

Cento unità in più e 2.000 camion alla settimana per le mega-navi di Grimaldi

di ALBERTO GHIARA

Genova - «Nell’ambito della pianificazione nazionale del Recovery fund, la Liguria deve rappresentare la priorità per gli investimenti infrastrutturali. E lo dico da non ligure», afferma Domenico De Rosa, imprenditore campano dei trasporti intermodali e della logistica che si appresta a rafforzare la propria presenza nei porti di Genova e Savona. Nel 2021 si prevede un forte sviluppo delle Autostrade del mare e la Smet, la società di autotrasporto di cui De Rosa è amministratore delegato, aumenterà la propria capacità sulla Liguria del 20-25 per cento, arrivando a movimentare qui fino a 2.000 camion alla settimana. Con un’importante ricaduta occupazionale: «La crescita - spiega De Rosa - sarà in termini di occupazione locale, driver e personale di terra. Come Smet stimiamo di avere bisogno di ulteriori cento unità lavorative fra gli autisti, che dovranno accompagnare questo sviluppo fra Genova e Savona».

Smet opera in stretta sinergia, dal lato terra, con la compagnia marittima Grimaldi, che ha in programma di mettere in mare nel 2021 nuove meganavi, con più frequenza e più capacità di carico sulla Liguria. Si tratta di navi che possono portare fino a 520 camion e che si affiancano a quelle attuali che hanno capacità di 250 camion.

«Sono navi in più, che si aggiungono a quelle che ci sono già e che ci permettono di offrire un servizio migliore», afferma De Rosa. Si tratta di navi molto grandi, tanto che la Capitaneria di porto e il corpo piloti di Genova stanno rivedendo le procedure straordinarie per l’ingresso anche di queste unità, considerate finora fuori sagoma, per renderle ordinarie. Lo sviluppo delle Autostrade del mare farà confluire su Genova e Savona traffici da tutta Europa.

«L’obiettivo - spiega ancora De Rosa, che è anche presidente della commissione Autostrade del mare dell’associazione logistica Alis - è convogliare flussi europei fra Polonia, Germania, Austria e Francia da un lato e Spagna, Portogallo e Marocco dall’altro. Stiamo per trasformare trasporti tutto strada in trasporti intermodali, con beneficio della sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni». In questo quadro, la Liguria diventa, per Smet, un hub di riferimento in particolare per la Spagna, con un collegamento diretto con Verona da cui parte una rete di trasporti verso il resto del Nord e Centro Europa. I prodotti che alimentano questa rete di trasporto sono automotive, prodotti industriali, chimici, liquidi alimentari e prodotti alimentari freschi. Di qui l’importanza attribuita all’infrastrutturazione della Liguria e la preoccupazione per le fragilità dimostrate negli ultimi anni, non soltanto con l’esito disastroso del crollo del ponte Morandi, ma anche con i periodici blocchi del traffico per degrado della rete e per lavori di manutenzione. «Noi fruitori della rete non possiamo non porre l’attenzione a livello nazionale su questi problemi, dobbiamo spiegare al Paese perché è importante che la Liguria diventi una priorità nazionale. La struttura stradale è fragile, si rischia di perdere una grande opportunità che altri porti sanno cogliere più facilmente. Penso al porto di Anversa, in Belgio, che si è attrezzato per accogliere quei volumi che non sono riusciti a arrivare a Genova per problemi di congestione. Vogliamo questo? Se sì, sarebbe duro da capire».

In questo senso il Recovery fund rappresenta un’occasione unica per curare le infrastrutture liguri che a loro volta, dal punto di vista logistico, «rappresentano un’opportunità straordinaria per il rilancio economico del Paese e uno snodo essenziale per collegare Paesi lontani in tempi ridotti». Smet sostiene anche il progetto della nuova diga di Genova e l’aumento di spazi che ne potrebbe derivare: «Con spazi adeguati si potrebbe anche gestire e lavorare la merce e non soltanto farla transitare. Noi saremmo interessati, avremmo attività da sviluppare che richiederebbero un 20 per cento di personale in più di quello che abbiamo attualmente: opportunità che sarebbe un peccato perdere».

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