Giachino riconfermato alla guida della Saimare

Genova - L'ex sottosegretario ai Trasporti: "Orgoglioso di aver fatto parte di quel governo che ha portato Mario Draghi alla Banca centrale europea. Bene la nuova sensibilità per l'ambiente, ma quando Greta andava all'asilo io avevo già sbloccato Autostrade del mare e Ferrobonus"

Genova - Nell’illustrare agli azionisti di Saimare, azienda di riferimento nei servizi alle spedizioni internazionali, i dati del bilancio 2020 chiuso in utile, malgrado l’anno orribile 2020, Mino Giachino, confermato come presidente e amministratore delegato, ha sottolineato l’importante cambio di passo nella realizzazione delle infrastrutture da parte del governo Draghi e del ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibile, Enrico Giovannini: "Il 2021 - dice Giachino - si apre all’insegna della crescita delle esportazioni, e conferma come il mercato internazionale sarà un grande motore di crescita economica e sociale se lo affronteremo con infrastrutture di trasporto più competitive, porti, reti ferroviarie e logistica. Ecco perché il cambio di passo del Governo Draghi sarà la chiave di volta per il ritorno alla crescita del nostro Paese dopo 20 anni di bassissima crescita". Nell'azione di Draghi non c’è solo lo sblocco di opere più volte annunciato, ci sono nuove procedure che consentiranno ai Commissari di accelerare la realizzazione di opere lungamente attese: "Capisco - aggiunge Giachino - che chi nei trasporti in questi anni ha ondeggiato tra il sì alle opere e 'basta discorsi sulle infrastrutture', e chi aveva appoggiato incondizionatamente un governo che invece le opere non le aveva sbloccate, stretto per gli attributi dai 5 Stelle, faccia fatica a rendersi conto che oggi l’Italia è governata dal suo uomo migliore, un uomo che il governo, di cui ho l’onore di aver fatto parte, ha portato nel 2011 alla Banca centrale europea superando non pochi contrasti. Dopo la prevalenza dei cantori della decrescita infelice, questo governo punta finalmente alla crescita come modo migliore per creare nuovi posti di lavoro e per ridurre il peso del debito pubblico. Musica per le orecchie del settore Trasporti e logistica, perché la crescita per un Paese manifatturiero come il nostro porta alla crescita degli scambi internazionali e quindi alla crescita di domanda logistica".

Da questo punto di vista il completamento della tratta italiana del Corridoio Mediterraneo è strategica per la crescita ma anche per migliorare l’ambiente in una delle aree più inquinate d’Europa. Importantissima, ragiona Giachino, poi la scelta di inserire tra le opere del Recovery Plan la nuova diga foranea a Genova, il porto amato da Camillo Benso conte di Cavour, che così si candiderà a diventare il Porto d’Europa. "Un’opera lungamente - dice Giachino - voluta dagli operatori del nostro shipping a partire da Aldo Spinelli, Augusto Cosulich, Alfonso Clerici e il compianto Paolo Scerni. Un’opera che rilancerà la crescita di tutto il vecchio triangolo industriale. All’appello mancano però alcune cose cose importanti come la nomina del commissario per la Tav, i lavori alla uscita del Terzo valico ferroviario verso Novara e verso Milano , lo sblocco dello sportello unico doganale e la valorizzazione del ruolo dell’autotrasporto a partire dal riconoscimento dei maggiori costi del gasolio e dei tempi di pagamento. Mi auguro infine - conclude Giachino - che Ferrobonus e Autostrade del mare, due misure green ante litteram, che avevo sbloccato nel 2008, quando ebbi l’onore di ricoprire l’incarico di sottosegretario ai Trasporti, e quando Greta andava all’asilo, vengano inseriti strutturalmente nel Bilancio dello Stato dando agli operatori un indirizzo forte e duraturo per diminuire il trasporto su gomma".

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