Panama introdurrà una tassa sulle navi inquinanti

L'International organization of masters, mates and pilots (Mm&p), un'affiliata della Nautilus Federation, ha avvertito di una possibile crisi dei trasporti nel canale di Panama che potrebbe avere un impatto sul commercio marittimo internazionale molto maggiore rispetto a quanto avvenuto nel canale egiziano

di Alberto Ghiara

L’Autorità del canale di Panama introdurrà un sistema di classificazione delle navi in base al livello di sostenibilità ambientale. In base al loro posizionamento in questa classifica, le navi che transiteranno nel canale pagheranno una tassa sulle emissioni di gas serra più o meno alta. Lo ha annunciato l’amministratore dell’Authority, Ricaurte Vásquez Morales, durante l’ultima conferenza portuale Aapa Latino a Cartagena, in Colombia.

Questo sistema si baserà sul sistema di incentivi già esistente nel canale a favore delle linee sostenibili.

“Siamo di fronte all'urgenza - ha spiegato l’Autoridad in una nota - di intraprendere un'azione a difesa del clima. L'industria deve adottare un approccio più rapido per mitigare gli effetti già negativi del cambiamento climatico. Introducendo questa tassa, il Canale riconosce gli impatti ambientali del trasporto marittimo, nonché gli sforzi di chi nel settore che sta aprendo la strada per ridurre al minimo le emissioni". I soldi raccolti con la tassa sosterranno gli investimenti per garantire standard di prestazione ambientale e contribuire a rendere le operazioni del canale neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio.

Le navi saranno classificate in livelli in base alla loro efficienza energetica. La classificazione e la tariffa si applicheranno solo alle navi di lunghezza “fuori tutto” (Loa) superiore a 125 piedi (38,1 metri). Questo sistema di classificazione terrà conto dei seguenti tre fattori che ridurranno le emissioni di gas a effetto serra tra il 20 e il 100% durante il transito attraverso il canale: indice di efficienza energetica (Eedi); misure operative efficienti come l'uso dell'elica di prua; uso di biocarburanti a zero emissioni di carbonio o combustibili a emissioni zero.

L’Authority, nel valutare questo cambiamento, ha tenuto discussioni direttamente con gli armatori nel quadro di una procedura di trasparenza, e lavorerà assieme a chi utilizza il canale per accelerare l’obiettivo della riduzione a zero delle emissioni di carbonio. Questo programma sarà inoltre allineato coi regolamenti dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo) che promuovono i piani internazionali di decarbonizzazione nel settore marittimo.

Intanto però la stessa Autorità deve fronteggiare in questi giorni l’accusa di un’organizzazione sindacale statunitense, che punta il dito contro le cattive condizioni di lavoro all’interno del canale. Condizioni che potrebbero causare gravi disastri paragonabili a quanto avvenuto nel canale di Suez con l’incagliamento della “Ever Given”.

L'International organization of masters, mates and pilots (Mm&p), un'affiliata della Nautilus Federation, ha avvertito di una possibile crisi dei trasporti nel canale di Panama che potrebbe avere un impatto sul commercio marittimo internazionale molto maggiore rispetto a quanto avvenuto nel canale egiziano. “Chi opera sui rimorchiatori che guidano le navi Neopanamax attraverso la nuova terza via del canale di Panama - denuncia una nota di Nautilus - stanno sperimentando una grave stanchezza a causa delle loro condizioni di lavoro. Ciò rappresenta un rischio per la sicurezza”.

Mm&p parla di crisi sulla nuova via del canale, perché i lavoratori sono costretti a svolgere il proprio lavoro in condizioni sempre più pericolose, una situazione che metterebbe a rischio la catena di approvvigionamento mondiale. Il sindacato infatti afferma che i rischi affrontati dai lavoratori, in particolare quelli del rimorchio, derivano dalla cattiva progettazione proprio della nuova via di ampliamento del canale, che costringe a una procedura o di transito delle navi molto più difficoltosa.

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