Amazon, gli investitori chiedono trasparenza

Bufera su Amazon, ovvero le società globale con la maggiore capitalizzazione: investitori istituzionali e risparmiatori individuali iniziano ad alzare la voce sul tema fiscale. L’ultimo clamoroso caso è la lettera rivolta al colosso del commercio digitale fondato da Jeff Bezos riguardo alle pratiche fiscali

New York - Bufera su Amazon, ovvero le società globale con la maggiore capitalizzazione: investitori istituzionali e risparmiatori individuali iniziano ad alzare la voce sul tema fiscale. L’ultimo clamoroso caso è la lettera, sottoscritta da oltre 100 entità per complessivi 3.600 miliardi di dollari in gestione, rivolta al colosso del commercio digitale fondato da Jeff Bezos riguardo alle pratiche fiscali considerate troppo garibaldine. Fattore che potrebbe avere ritorsioni anche su chi ci ha investito.

I 100 investitori stanno facendo pressione contro Amazon presso l'Autorità di Borsa degli Stati Uniti (Sec), l’autorità finanziaria statunitense, affinché ci sia una maggiore trasparenza sulle iniziative tributarie, e relative conseguenze, del gigante di Bezos. «Pratiche fiscali aggressive possono esporre una società - e i suoi investitori - a un maggiore controllo da parte delle autorità fiscali, rischi di aggiustamento e aumentare la loro vulnerabilità ai cambiamenti delle norme fiscali mentre i Paesi cercano di proteggere le loro basi imponibili da pratiche deleterie», viene specificato nella lettera.

Il documento sarà inviato alla Sec entro il prossimo mercoledì. Ma non è escluso che «si possa rinviare la trasmissione per aggiungere nuove compagnie». Una simile operazione era stata fatta su Apple attorno allo stipendio di Tim Cook, giudicato eccessivo. Poi c’è il caso Ericsson: il fondo attivista svedese Cevian Capital ha chiesto ampi cambiamenti alla governance.

©RIPRODUZIONE RISERVATA