Grimaldi: "Rendere strutturali eco-bonus e ferrobonus"

«Auspichiamo che le istituzioni incoraggino e valorizzino l'intermodalità con misure incentivanti, come Marebonus e Ferrobonus, rendendole strutturali e aumentandone la dotazione finanziaria a 100 milioni di euro all’anno per ciascuna misura». Così il presidente di Alis, Guido Grimaldi

Verona - «Auspichiamo che le istituzioni incoraggino e valorizzino l'intermodalità con misure incentivanti, come Marebonus e Ferrobonus, rendendole strutturali e aumentandone la dotazione finanziaria a 100 milioni di euro all’anno per ciascuna misura». Lo ha affermato oggi a Verona il presidente di Alis, Guido Grimaldi, aprendo Let Expo, fiera del trasporto e della logistica sostenibile in programma fino a sabato, con quattro padiglioni e 200 espositori: l'obiettivo è realizzare la più grande fiera della logistica italiana. Grimaldi ha chiesto anche «azioni volte a detassare e decontribuire il personale viaggiante delle imprese di trasporto e logistica, che oggi più che mai soffrono una grave carenza: solo in Italia le figure di autisti mancanti sono 17 mila, mentre in Europa addirittura 331 mila. E anche in questo caso l'intermodalità viene in soccorso della mancanza di risorse umane», precisando che «un primo ed importante passo avanti è stato l'approvazione nel decreto legge Milleproproghe di un fondo da 25 milioni di euro per formare circa 10 mila giovani autisti in cinque anni, una misura che è sempre stata tra le istanze portate avanti da Alis e che oggi vede la sua realizzazione».

Per Grimaldi «l'intermodalità marittima e ferroviaria diventa fondamentale rappresentando non più una scelta, ma la vera alternativa se si vuole coniugare la sostenibilità economica e sociale con quella ambientale». Ha infine citato uno studio condotto da Srm-Intesa San Paolo e dal Centro Studi Alis secondo cui «solo nel 2021 il nostro cluster ha sottratto e trasferito dalle strade al mare e alla ferrovia in Italia, e dall'Italia verso l'Europa, oltre 5,6 milioni di camion; oltre 134 milioni di tonnellate di merci, favorendo così l'abbattimento di circa 4,8 milioni di tonnellate di CO2 e risparmiando circa 2,2 miliardi di euro all'anno - ha concluso - di costi di esternalità». Sul valore dell'intermodalità è tornato anche Marcello Di Caterina, vicedirettore dell'Alis, che ha ricordato come oggi “il costo a chilometro per un Tir da Reggio Calabria a Genova è di due euro contro 0,68 del trasporto su mare: per questo trovo incomprensibile l'idea che c'è a Genova, di spostare dalla città al centro del porto di Genova, al Terminal San Giorgio, i depositi chimici. Sottraggono all’operatività delle Autostrade del mare 50 mila metri quadrati, quando le navi Grimaldi ne avrebbero bisogno di 300 mila. Dubbi anche relativamente agli interventi sulle accise, discussi in queste ore dal governo: "Giusti, ma ricordiamoci che alla fine esistono numerose voci obbligatorie, quindi lo spazio di manovra in realtà sarebbe uno 0,10 circa del totale".

Rispondendo a Grimaldi e Di Caterina, il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, spiega che «grazie al mare bonus e agli investimenti infrastrutturali abbiamo l’opportunità di fare quel famoso shift modale di cui abbiamo parlato per tanti anni. Sono le imprese stesse che, spinte dai consumatori, sono chiamate a comportamenti molto più sostenibili anche ambientalmente - ha sottolineato -. Proprio questi investimenti ci consentono finalmente di pensare al trasporto su ferro non come un elemento residuale ma centrale della strategia dei prossimi 10 anni». Questo è il quadro, ha aggiunto, su cui il governo «sta investendo moltissimo. Abbiamo coinvolto nell'ultimo anno i migliori esperti nazionali per immaginare la transizione ecologica del settore della mobilità, sia quella delle automobili ma anche quella dei veicoli commerciali, dei trasporti pesanti, aerei, marittimi. Il fondo da due miliardi di euro che ho voluto creare all'interno della legge di bilancio, proprio alla luce anche di altri investimenti sull’automotive in senso lato - ha concluso - andranno a sostenere il settore in uno sviluppo molto più sostenibile».

Giovannini è entrato sul tema più caldo di questi giorni, la vertenza dell'autotrasporto: «Il settore dell'autotrasporto deve essere rafforzato anche in termini di regolazione: è possibile migliorare il funzionamento del mercato per evitare che gli autotrasportatori siano schiacciati da produttore e consumatore finale. In particolare che l’aumento del carburante spinga all'interruzione delle catene logistiche come purtroppo sta già avvenendo. Per questo stiamo mettendo insieme un pacchetto di norme che dovrebbe andare subito in un provvedimento già questa settimana». Il settore dell'autotrasporto, ha rilevato Giovannini, raccoglie interessi e categorie diversi: «È evidente che una crisi come questa è anche una opportunità - ha osservato - per cambiare. Se potessimo mettere indietro le lancette degli orologi e aver avuto la possibilità cinque anni fa di realizzare il Pnrr, con tutte le difficoltà del caso oggi il nostro Paese sarebbe molto più robusto di fronte a questa crisi, molto più resiliente. Credo che sia nostro compito rispettare, anzi rafforzare, le linee del Pnrr, penso alla transizione ecologica e digitale, investendo sulla struttura logistica, i porti, anche perché in questo nuovo scenario geopolitico ci saranno ripensamenti sui flussi, sulle merci - aggiunge Giovannini -. Con questo nuovo scenario geopolitico - si è chiesto - come cambieranno i flussi? Mi sembra che ci sarà certamente un rafforzamento delle relazioni intraeuropee».

Dunque in questa prospettiva «gli investimenti sul Terzo valico, per connettere il porto di Genova alle direttrici del Nord, il Brennero, il rafforzamento che abbiamo fatto con il Pnrr per una connessione via ferrovia di 11 porti, 11 aeroporti, e nove centri intermodali vanno accelerati, non rallentati, anzi». Il ministro ha osservato che «la buona notizia è che il Pnrr è solo un pezzo della storia. Solo in quest’ultimo anno «il governo Draghi ha messo sulle infrastrutture esistenti e la logistica, oltre ai 61 miliardi del Pnrr, del piano complementare, oltre 40 miliardi per potenziare ulteriormente le ferrovie, per consolidare la rete stradale e autostradale, per investire sul settore idrico in modo da evitare che in una crisi si resti senz’acqua».

Tutti questi investimenti, ha concluso, vanno non solo confermati ma accelerati. Sono molto contento che anche oggi in Conferenza Stato-Regioni porteremo investimenti molto forti previsti dalla legge di bilancio, ad esempio sulle strade perché sappiamo che è un pezzo molto importante del trasporto e dell'autotrasporto si svolge ancora su gomma. Da segnalare in questo senso l’allarme lanciato dal presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, che ha sottolineato come il caro-materie prime rischia proprio di rallentare la messe di progetti in corso nei vari porti italiani: “Stiamo fronteggiando un grande problema, perché i prezziari con cui sono state fatte le gare d’appalto non sono più reali. Se parlassimo di un incremento del 5-6%, ma qui ormai fronteggiami picchi incredibili. Il rischio è che ci troviamo di fronte a un ripensamento delle aziende che hanno vinto le gare d’appalto, ma già adesso ci sono gare che sono andate deserte. Credo sia necessario essere consapevoli di questo scenario, a provare ad affrontarlo in anticipo”.

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