Dalla Metakol di Recco arriva la logistica intelligente
Qr Code per controllare lo stato della merce, videocamere per sorvegliare i viaggi. La sfida per digitalizzare i trasporti ed evitare le frodi
Una veduta dell'alto del porto di Genova
Genova – Sono 12 ragazzi guidati da Andrea Mungo, vulcanico ingegnere ex numero uno della Octo Telematics, il leader mondiale delle scatole nere, che hanno deciso di fare la loro scommessa tutta ligure sull’intelligenza artificiale. L’azienda è la Metakol di Recco, che un paio di anni fa ha lanciato sul mercato un brevetto molto promettente (che per esempio è piaciuto alla compagnia assicurativa Zurich) per gestire i sinistri automobilistici.
L’idea è piuttosto semplice: il sistema funziona grazie a un Qr Code rilasciato dalla compagnia di assicurazione o da un intermediario. Inquadrando col cellulare il codice, si accede a un’applicazione che permette di scattare foto dei danni subiti dalla propria vettura. Ma tutte le immagini acquisite sono inalterabili e vengono conservate nel loro formato originale: l’app può ovviamente fotografare anche il modulo Cai per la constatazione amichevole e compilare un breve data set di informazioni, necessarie per la denuncia del sinistro. I dati così raccolti, e resi inalterabili dall’intelligenza artificiale sono girati in tempo reale alla compagnia di assicurazione tenuta al risarcimento del danno, con il perito che eventualmente può fare le sue valutazioni anche da remoto.
Ora l’idea è quella di sviluppare il prodotto: “Ci siamo detti: perché limitare l’applicazione ai soli automobilisti, quando c’è un mondo di logistica in cui questa applicazione può funzionare?” spiega Guido Carbone, ex top manager della Finsea, ora direttore commerciale di questa piccolissima ma agguerrita azienda. Ecco quindi l’idea nuova: usare il Qr Code tra i vari anelli che compongono la catena logistica. Dalla produzione al consumo, la merce infatti passa tra decine di mani diverse “e molto spesso, quando questa merce subisce un danno, diventa molto difficile risalire a dove questo si è effettivamente realizzato”.
Ne nascono spesso contenziosi con strascichi infiniti, mentre il Qr Code, fissando la condizione della merce passaggio dopo passaggio in maniera inalterabile, permette di ricostruire per davvero l’intera storia del viaggio senza che possa essere manomessa o semplicemente male interpretata. La sfida, più che tecnologica, è commerciale: come si fa a convincere tutti i vari attori della catena logistica a partecipare al Qr Code? “Va ribaltata la prospettiva - risponde Carbone -. Chi si assume la responsabilità di non utilizzare questo sistema, nel momento in cui ci sono anelli della catena logistica monitorati con questo sistema? Per questo il disponente della merce è nella posizione di poterlo imporre a tutta la catena logistica”.
Il Qr Code inoltre può essere incrociato con un’altra tecnologia, quella della dash cam, la telecamera di bordo. In questo caso la Metakol si appoggia alla tecnologia di un’azienda statunitense, la Nexar: la dash cam non solo registra, archiviandone i dati per le 80 ore successive, tutto il viaggio del mezzo (per esempio, un Tir), ma attraverso sensori basati sul rumore registra e prende nota di ogni evento fuori norma (brusche frenate, sterzate improvvise, impatti violenti), che l’Intelligenza artificiale può rapidamente isolare, selezionare e riprodurre.
“In questo modo - spiega Mungo - si possono evitare errori di ricostruzione dell’incidente ed eventuali frodi”. Una tecnologia che ha già interessato diverse società, tra cui diverse cooperative di taxi a Milano e la società del trasporto pubblico a Napoli.
Su spinta di Carbone, la Metakol ha poi acquisito un’altra tecnologia tutta ligure: si tratta del sistema di visualizzazione ideato e sviluppato da Marcello Noia, programmatore genovese e titolare dell’agenzia immobiliare Capitol Hill. Si tratta di un’esperienza immersiva per poter camminare, con l’uso di visori, in 3D all’interno di ambienti in costruzione o riparazione: l’idea di Noia nasce per le case, ma oggi viene applicata anche a siti industriali e cantieri navali.
Il sistema permette di osservare i progetti immersi all’interno di foto a 360 gradi nelle varie fasi di realizzazione, da com’erano inizialmente, allo stato attuale fino ai rendering di come diventerà, con la novità che l’osservazione può essere fatta da più persone contemporaneamente: «Si può fare in ogni momento una riunione in cantiere, anche se questo magari riguarda un impianto un’infrastruttura in luogo remoto del mondo» spiega Noia. Un’altra scommessa hi tech per la piccola Liguria.
I commenti dei lettori